Ergastolo per aver rubato 50 dollari: Alvin libero dopo 36 anni di carcere

La storia arriva dall’Alabama: il 58enne è stato prosciolto dall’accusa di furto ricevuta nel 1983 quando aveva solo 22 anni

di Redazione
31 agosto 2019
11:05
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È una storia di rivalsa giudiziaria quella di Alvin Kennard, uomo di 58 anni, che ieri è stato scarcerato da un giudice che ne ha ordinato il rilascio dopo ben 36 anni di prigione per una sentenza che lo accusava di aver rubato 50,75 dollari dalla cassa di una panetteria e per cui fu condannato all’ergastolo nel 1983. Kevin aveva solo 22 anni quando fu costretto a rubare per fame.

 

La vicenda, riportata da Repubblica, arriva dall’Alabama e la sproporzionata sentenza di ergastolo per il furto era stata emessa ai sensi del vecchio Habitual felony offender act dell'Alabama, noto anche come "legge sui tre colpi" per cui dopo tre possibilità di errore, alla quarta c’è il carcere a vita. Kennard era stato già precedentemente condannato a tre anni di libertà vigilata per tre capi di accusa per furto con scasso di secondo grado nel 1979.

 

Questa legge è modificata in seguito e i giudici hanno ora la possibilità di concedere la libertà condizionata a coloro che trasgrediscono per la “quarta volta”. Tuttavia, quando la legge è stata cambiata nei primi anni 2000, non è stata resa retroattiva, quindi nel caso di Kennard non era stata richiesta una rivalutazione del caso. Finché è entrato in gioco il giudice David Carpenter, incuriosito da una pena così lunga per un reato di furto. «Questo giudice ha fatto di tutto» ha dichiarato alla Abc News l'avvocato di Kennard, Carla Crowder. Gioia ed emozione in aula per amici e familiari che sono balzati in piedi battendo le mani, esultando, alla lettura della sentenza che lo ha reso libero. «Tutti noi stavamo piangendo», ha detto la nipote, Patricia Jones. «Ne parlavamo da, non so, oltre 20 anni, della sua liberazione».

 

Kennard, che da ragazzo lavorava come carpentiere, ha riferito al giudice di voler provare a riprendere il vecchio mestiere. «Voglio solo dire che mi dispiace per quello che ho fatto», ha detto, «mi assumo la responsabilità di ciò che ho fatto in passato. Voglio l'opportunità di fare le cose per bene». «La cosa straordinaria del signor Kennard è che anche quando pensava che sarebbe stato in prigione per il resto della sua vita, non si è mai arreso», ha detto Crowder. «Per lui questa è una nuova opportunità, è rimasto vicino alla sua famiglia, ha un supporto incredibile».

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