Oliverio e i 42mila euro alla Condò, non ha la laurea ma è amica della Toman

L’ex dirigente del Pd della Piana, dunque, senza nessuna competenza in materia di comunicazione, senza essere giornalista e senza neanche una laurea nel settore, in poco tempo assume il ruolo di vero capo ufficio stampa. Unica referenza: persona di fiducia della first lady. Ora il nuovo regalo da parte del governatore e della fidanzata un contratto triennale attraverso il Formez

di Pablo .
24 ottobre 2019
18:39
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Il governatore Oliverio e Pina Condò
Il governatore Oliverio e Pina Condò

Dalle intercettazioni agli atti dell’inchiesta sui teatri, emerge con chiarezza il ruolo di potere della compagna del governatore Mario Oliverio, Adriana Toman. La first lady ha un’influenza enorme nelle scelte del governatore. La sua presenza è asfissiante. È lei che decide chi può stare nel ristrettissimo cerchio magico del 10° piano della cittadella regionale. Agricoltura, turismo, comunicazione, teatri, Film Commission, e stretti collaboratori del Presidente, sono settori nei quali l’ultima parola tocca alla bionda fidanzata del Presidente. È la Toman che decide chi è buono o chi è cattivo. L’unico che gli insidia la supremazia è solo Nicola Adamo, unico vero capo riconosciuto dalla stessa Toman.

 

Per il resto, se l’attempata bionda del Presidente fa pollice verso, all’indirizzo di qualcuno dei collaboratori o delle collaboratrici, è la fine. In breve tempo si ritrova fuori. Tutt’altra musica, invece, per quei componenti dello staff che sono entrati nel novero delle sue simpatie. In poco tempo, e chiaramente con la subalterna complicità di Oliverio, si ritrova coperto d’oro e di privilegi. Tra questi fortunati, oggi si ritrova, Giuseppina (detta Pina) Condò, una reggina, esattamente della piana di Gioia Tauro che, ormai da qualche anno, cura la comunicazione social del Presidente. È lei che lo segue dappertutto. La Condò, infatti, è qualcosa di più che una responsabile della comunicazione, l’ambiziosa ragazza della piana, grazie al rapporto intimo stabilito con Adriana Toman, rappresenta ormai, occhi e orecchi della first lady nei tour in giro per la Calabria col Governatore. E lei, diligentemente riferisce tutto quello che avviene in sua assenza intorno al Presidente della Regione.  Portata alla corte di Oliverio da Sebi Romeo, la ragazza in poco tempo diventa la prima damigella della “zarina” del decimo piano.  La Condò, dunque, senza nessuna competenza in materia di comunicazione, senza essere giornalista e senza neanche una laurea nel settore, in poco tempo assume il ruolo di vero capo ufficio stampa. Unica referenza: persona di fiducia della Toman.

 

Di fronte a tali referenze, sia Ciccio Dinapoli, storico addetto stampa di Oliverio che Filippo Veltri, formalmente coordinatore del tavolo della comunicazione in Cittadella, contano quanto il due di coppe con la briscola a denari.  È lei, Giuseppina Condò, detta Pina, che indica la linea sulla comunicazione, in base ad una catena di comando, al cui vertice, ovviamente, c’è la onnipresente Toman. Il rapporto tra la Toman e la Condò, ormai è solido e consolidato, basti pensare che ai tempi dell’obbligo di dimora presso San Giovanni in Fiore del Governatore, infatti, all’hotel Biafora del centro silano, la potente fidanzata del Presidente, oltre a prendere una stanza per sé, aveva bloccato una doppia anche per la fedele amica e collaboratrice. E l’ex dirigente PD della Piana di Gioia, è ben contenta di rispondere con la precisione di un orologio svizzero a tutti gli input della Toman.  E, d’altronde, la coppia Oliverio/Toman, con la Condò si è rivelata estremamente generosa, assumendogli quasi tutta la famiglia, considerato che, nelle strutture a cavallo della giunta e del consiglio, ha trovato collocazione anche Nino Cento, compagno di vita della responsabile della Comunicazione del presidente. Insomma, la devozione alla Toman, è ben remunerata, significa contratti di lavoro per sé e per il congiunto. Il tutto a spese dei calabresi. Una bella cuccagna non c’è che dire.  E non è finita qua. La legislatura è quasi giunta al termine, e per quanto Oliverio si sforzi di sopravvivere anche per la prossima, la Condò ha bisogno di certezze e stabilità.  

 

Tuttavia, non c’è problema, il regime Oliverio trova sempre il modo per aggirare norme e regolamenti regolano le assunzioni pubbliche, quando si tratta di aiutare gli amici della Toman o i sostenitori del “riformista pragmatico” silano, tanto per citare il biografo Drosi. Per risolvere i problemi c’è il Formez sulla Pa, il quale, in Calabria, viene utilizzato per sistemare amici e compari al di fuori di ogni principio di meritocrazia. E spulciando tra gli avvisi ecco che ti spunta l’avviso di bando n. 215/2019 (spuntare in alto la dicitura 'chiusi' per vedere l’avviso in questione:  http://cv.formez.it/CALLS/calls.aspx  ) per un importo di 42.000 euro. E chi si cela dietro questo bando? Eccolo qua, disegnato per Giuseppina detta Pina Condò, responsabile della comunicazione, senza laurea, ma che percepirà un compenso da dirigente. E tutto ciò, mentre tra i cortigiani di Oliverio c’è ancora chi si esercita sui social in disquisizioni sul tradimento o su presunte mammelle tradite, da parte di chi ogni giorno, fedele ai principi della libera informazione (principi democratici e progressisti) scrive su quotidianamente su questo squallido modo di gestire il potere.

 

Evidentemente, questi pseudo intellettuali di regime, hanno mandato all’ammasso il proprio cervello e buttato in discarica quel che rimaneva della schiena, sempre che, una schiena l’abbiano mai posseduta, oppure, come noi crediamo, anche loro si stanno nutrendo a quelle mammelle che Oliverio ha messo in bocca, ad amici e amici degli amici, ingrassando cantori e menestrelli di regime attraverso sostanziosi capezzoli come quello del formez. Il tutto a spese dei calabresi. Quegli stessi calabresi che, a breve, saranno chiamati a giudicare l’operato del “riformista” di San Giovanni in Fiore e dei suoi menestrelli. A quel punto, forse, qualche pernacchia, quella del popolo sovrano, seppellirà qualcuno, e stiano sereni i nutriti menestrelli e cortigiani, il rischio di rimanere spernacchiati, non lo correranno certamente le testate giornalistiche, o chi scrive della deriva degli indegni eredi di questa pseudo sinistra,  i quali, stanno semplicemente raccontando ai calabresi, le vergogne di un ceto politico e del relativo esercito di cortigiani, nani, ballerine e menestrelli che hanno rovinato questa regione.  

Pablo

 

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