Vigili del fuoco Calabria: «La popolazione attende soccorsi ma noi non veniamo assunti»

I precari del corpo spiegano in una nota che «la maggior parte del personale è dovuto rimanere a casa per mancanza di pagamenti da parte del sistema e che i permanenti hanno dovuto subire un grandissimo surplus di lavoro»

di Redazione
sabato 25 agosto 2018
11:11
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I lavoratori del Coordinamento regionale dei Vigili del Fuoco, che aderiscono all’Unione sindacale di base, si sono riuniti insieme ai portavoce regionali per incitare, per l’ennesima volta, il governo centrale e i partiti della maggioranza un’azione in merito all’assunzione di tutto il personale precario Vvf della Calabria (legge di bilancio 2018 – G.U. n. 302 del 29 dicembre 2017).  «Nessuno dei facenti parte della graduatoria dei “discontinui” – hanno affermato in una nota – deve rimanere a casa e agli stessi deve essere ridato il diritto al lavoro, che per decenni gli è stato negato».


Il sindacato del Vvf ha evidenziato nella nota «che dopo le innumerevoli catastrofi e non solo che hanno colpito e colpiscono ancora tutt’ora il nostro paese Italia, tutto il personale precario Vvf è dovuto rimanere a casa per mancanza di pagamenti da parte del sistema e che i permanenti hanno dovuto subire un grandissimo surplus di lavoro».

 

Prosegue la nota: «l’Italia, che è l’unica nazione facente parte dell’Ue a non rispetta gli standard Europei del soccorso tecnico urgente, preferisce spendere soldi per cene di VIP (100 mila €) e dare fior di quattrini ai vitalizi regionali calabresi (basti pensare agli scandali della Regione Calabria) anziché fare prevenzione, salvaguardia e sicurezza per l’intera popolazione e dare i soldi per rientrare in pieno regime di soccorso».

 

Il personale precario piega che «nel corpo dei Vigili del Fuoco mancano all’appello 26.000 unità permanenti. Altro tema da affrontare, - sottolineano - rivendicato esclusivamente da Usb Vvf è quello del “diritto alle donne” nel nostro Cnvvf, in tema di pari opportunità, in quanto l’amministrazione dei Vigili del Fuoco deve adeguarsi agli altri corpi dello Stato, senza discriminazioni perché il Paese è l’unico in minoranza di donne soccorritori». In conclusione, l'Usb spiega che «è inutile puntare il dito, l’unica cosa che di concreto si può fare è affrettare i tempi per la risoluzione di questi problemi impellenti, cioè il decreto di assunzione di tutti i precari con esaurimento graduatoria, come da legge di bilancio».

 

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