Istat, stipendi: un milanese guadagna tre volte più di un vibonese

Il dato emerge dall'ultimo Rapporto sul benessere equo e sostenibile, Bes. Al Nord il reddito medio di un dipendente è di circa 24 mila euro contro i 16 mila euro di un lavoratore del Mezzogiorno

di Redazione
giovedì 14 giugno 2018
12:01
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Lo stipendio medio di un milanese è circa due volte e mezzo quello di un abitante della provincia di Vibo Valentia. E' quanto emerge dall'ultimo Rapporto sul benessere equo e sostenibile (Bes) dell'Istat, secondo cui le province del Nord, in particolare del Nord-ovest, detengono il primato delle piu' alte retribuzioni medie annue dei lavoratori dipendenti.

Il reddito medio di un lavoratore

Al Nord, nel 2016 il reddito medio di un lavoratore dipendente è stato di circa 24.400 euro contro i 16.100 euro di un lavoratore del Mezzogiorno: una differenza di oltre 8 mila euro annui che sintetizza la diversa struttura dell'occupazione e delle retribuzioni, ma anche la maggiore continuità o discontinuità nella partecipazione all'occupazione dipendente che connota le due aree del Paese. Infatti, l'indicatore (fonte Inps) considera l'ammontare del reddito percepito dal complesso dei lavoratori dipendenti a titolo di retribuzione dei rapporti in essere nell'anno, siano essi a tempo pieno o parziale, a tempo indeterminato o a termine e indipendentemente dal numero di giornate lavorate.

Le retribuzioni

L'attuale divario - spiega l'Istat - è associato a dinamiche molto diverse nei territori. In tutti i casi le retribuzioni medie annue sono cresciute quasi costantemente negli anni, ma con velocità notevolmente diverse: +11,4% al Nord, +3,4% nel Mezzogiorno; il divario iniziale, che nel 2009 misurava 6.300 euro a vantaggio del Nord sul Mezzogiorno, si è quindi notevolmente accentuato.

Il Tasso di occupazione

Il Tasso di occupazione, mentre nelle regioni del Nord si attesta al 70% con punte del 78% a Bolzano; 74% Trentino-Alto Adige; 73% Emilia Romagna- al Sud si raccoglie un misero 47%. Ultimo posto per la Calabria, al 42,9%. Segue la Sicilia, Campania e Puglia con rispettivamente 43,5%, 44,9% e 48%. Poco rassicurante, il fronte dei dipendenti con basse buste paga. Calabria ferma al 20%; Puglia al 20,2%; Sicilia al 18,4% e Campania 18,7%. Dati allarmanti se confrontati con il Nord: 5% a Trento, 5,9% in Lombardia, 6,3 in Valle d'Aosta.

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