Stagionali Sacal, Uil e Ugl: «Condizioni poste in modo militare»

Le due sigle spiegano le motivazioni che le hanno portate ad abbandonare il tavolo di concertazione sottolineando che non ci sarebbe stato nessun accenno a stabilizzazioni

di T. B.
giovedì 7 febbraio 2019
19:37
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Uil Trasporti e Ugl Trasporto Aereo fanno chiarezza sui motivi che li hanno indotti a lasciare il tavolo delle trattative con i rappresentanti della società Sacal sulla questione lavoratori stagionali. Un abbandono il loro che ha portato alla firma di un accordo vergato solo da Cgil e Cisl. A creare malumori sarebbe stato, spiega una nota delle due note sindacali, l’atteggiamento del presidente del Cda «che ha ritenuto di confrontarsi proponendo le condizioni dell’accordo, non sottoscritto dai firmatari del presente comunicato, in forma militare, (“La linea del Piave”); o accettate questa condizione o non è ammessa alcuna discussione, inibendo così qualsiasi confronto democratico per la gestione del tavolo sindacale e la conseguente unitarietà per il raggiungimento dell’importante e sacrosanto diritto alla stabilizzazione delle forze lavoro in Sacal Ground Handling S.p.A».


Entrando poi nel merito dell’accordo, «sono stati esclusi almeno cinque lavoratori e loro rispettive famiglie dal diritto al lavoro, senza neppure consentire un minimo di discussione e sol perché codesti lavoratori avrebbero prestato servizio solo successivamente all’anno 2011. Non capiamo francamente i motivi ragionevoli di quest’esclusione».


«Inoltre, la netta distinzione che si è voluta attuare tra impiegati e operai, si presta ad interpretazioni assai discutibili, in quanto – affermano Ugil e Uil - quest’ultimi dovrebbero essere garantiti da un bando pubblico che il Presidente ribadisce sia a norma di legge, ma che in realtà, azzererebbe tutti i loro diritti acquisiti».

 

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T. B.
Giornalista
Lametina, laureata in Scienze della Comunicazione con indirizzo Giornalismo alla Lumsa di Roma, Tiziana Bagnato ha sempre affiancato la carta stampata all’ambito televisivo. Dopo aver lavorato nell’emittente regionale Calabria Tv e per diversi anni per il quotidiano Calabria Ora, poi L’Ora della Calabria, è approdata nell’emittente St Television e sul quotidiano Il Garantista di cui è ancora firma. 
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