Reggio, protesta per le case popolari:«Solite promesse, siamo stanchi»

VIDEO | Nuovo sit-in dei cittadini davanti la sede del Comune. Da anni attendono l'assegnazione degli alloggi e chiedono che fine abbiano fatto gli 11 milioni di euro del Decreto Reggio: «Sistemerebbero 160 famiglie»

di A. P.
giovedì 11 ottobre 2018
14:04
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Sit-in di protesta dei cittadini che da anni aspettano l’assegnazione delle case popolari. Mentre la città si agghinda per ricevere i 500 tour operator giunti dalla Germania, Reggio mostra la faccia dei soliti problemi e delle solite inefficienze. A scendere in piazza, dinnanzi la sede del Comune, intere famiglie, uomini, donne, madri che chiedono soltanto il riconoscimento del diritto alla casa. La prima richiesta che i cittadini, attraverso le associazioni riunite nell' “osservatorio sul disagio abitativo”, rivolgono a Palazzo San Giorgio è quella di recuperare al più presto nuovi alloggi per le assegnazioni attraverso il turn-over; l’ultima decisione del consiglio comunale risale al 10 febbraio 2017, pertanto la prima richiesta è che entro fine ottobre siano disponibili i primi 50 alloggi da assegnare per i vincitori del bando 2005, per le emergenze abitative e per i cambi alloggio.

 

«Nei mesi successivi il Comune dovrà rendere disponibili all'assegnazione gli altri alloggi recuperati con il turn-over, ma anche i beni confiscati - tuonano le associazioni. Per consentire la legalizzazione del settore, le azioni (verifiche e decadenze), previste dalla normativa vigente per il turn-over, dovranno essere organizzate come attività di sistema del settore».


I cittadini poi, vogliono sapere che fine hanno fatto gli 11 milioni di euro del “decreto Reggio”, destinati all'acquisto di nuovi alloggi popolari ma successivamente “stornati” per altri interventi con un’apposita delibera datata 31 ottobre 2016.
«Questi fondi - dichiara Giacomo Marino, presidente dell’associazione “un mondo di mondi” - garantirebbero l'alloggio a circa 160 famiglie, di fatto negato con la decisione di due anni fa».

 

Per i casi di grave emergenza abitativa, i cittadini chiedono al Comune di assegnare tempestivamente gli alloggi alle famiglie in situazioni di sfratto per morosità incolpevole, di violenza domestica e di crollo dell'abitazione. In particolare  è stata richiesta l’assegnazione degli alloggi per due famiglie che subiranno lo sfratto esecutivo per morosità incolpevole il 22 ed il 29 ottobre.


Discorso a parte è quello che riguarda la manutenzione degli immobili di proprietà dell’ente. Una buona parte degli alloggi versa in condizioni strutturali pessime «ma il Comune, gridano a gran voce i cittadini, non realizza le necessarie attività manutentive nonostante abbia i fondi che provengono dai canoni mensili e dalle vendite». Per questi interventi Palazzo San Giorgio dovrà recuperare dal bilancio la voce di un milione e 300 mila euro, destinata alla manutenzione degli alloggi per l'anno 2017 e non ancora  impegnata.


Presenti al sit-in anche alcuni abitanti del ghetto dell’ex Polveriera, ubicata alla periferia sud della città, l’unico intervento abitativo positivo avviato dal Comune negli ultimi mesi. Intervento che però ancora è stato completato. Ci sono infatti, 16 famiglie ancora residenti nella baraccopoli.

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