In acqua senza barriere, immersioni per tutti a Santa Caterina sullo Ionio

VIDEO | Il tour operator Destination Everywere, specializzato in viaggi e vacanze per persone con disabilità, ha inserito la Calabria tra le mete accessibili grazie al diving della struttura Torre Sant'Antonio, nel Catanzarese

di Rossella  Galati
lunedì 8 luglio 2019
16:46
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E’ il luogo più inclusivo al mondo, il mare. E’ qui che i ritmi si rallentano e le differenze si smussano. E anche le persone con disabilità possono scoprire le meraviglie che lo abitano. Una filosofia messa in pratica dalla struttura Torre Sant’Antonio di Santa Caterina sullo Ionio, nel catanzarese, che grazie alla sua nuova scuola sub “Lo Squalo” è diventata a pieno titolo una meta accessibile a 360 gradi. Si tratta del primo diving, nonché la prima struttura sportiva in Calabria, inserita tra le destinazioni del prestigioso tour operator “Destination Everywere” specializzato in viaggi e vacanze per persone con disabilità.

Un diving per tutti

«Noi partiamo dal presupposto che la persona con disabilità è comunque un sub e quindi viene trattato come tutti gli altri – spiega Francesco Laratta, titolare della scuola subacquea Lo Squalo -. Da cinque anni ci siamo concentrati in modo specifico sui down ottenendo risultati importanti in termini di inclusione sociale. I ragazzi vengono inseriti in un gruppo senza sentire alcuna diversità. Mentre la menomazione fisica non presenta grossi problemi a livello psicologico, nel caso di sindrome di Down o simili il discorso deve essere improntato di più sull’empatia, sul contatto, sul rapporto che si instaura con l’istruttore o con altro componente dello staff e attorno a questo si costruisce l’esperienza subacquea».

L'immersione

Ormai con la subacquea moderna tutte le disabilità sono in grado di vivere esperienze simili: «Partiamo dal paraplegico, al tetraplegico, con una cornice di sicurezza che varia a seconda della disabilità. Il non udente e il non vedente ad esempio sono anni che fanno immersioni». Ma come avviene la preparazione? «Il ragazzo viene preparato alle norme essenziali di sicurezza e all’utilizzo di apparecchiature particolari come il gran facciale, soprattutto per le persone con sindrome di down - risponde Laratta - che consente un’ampia visione e permette di proseguire l’atto respiratorio in maniera normale, come avviene a terra, cioè bocca-naso. In più l’operatore e il disabile riescono a parlare e a dialogare in modo da suggerire quali manovre bisogna fare nel corso dell’immersione. Oltre a questo viene istruito sul segni classici: saliamo, scendiamo, tutto ok. Abbiniamo alla subacquea classica una sicurezza maggiore grazie all’utilizzo di apparecchi specifici e ad un contatto vocale durante l’immersione». Si tratta dunque di attività che fanno bene al fisico e alla mente, in grado di far sentire i ragazzi diversamente abili parte di un gruppo. «Anche scendere a due o tre metri soltanto consente di vedere un mondo totalmente diverso e non c’è bisogno di essere altofondalisti». Per Laratta: «Leggere la soddisfazione negli occhi dei ragazzi che scendono per la prima volta e tornano su con un sorriso da orecchio a orecchio è un’emozione unica».

Turismo accessibile

Grossi passi in avanti dunque nel turismo accessibile  grazie anche ad  un nuovo progetto sull’archeologia subacquea fruibile anche per le persone con disabilità e all’impegno dell’amministrazione comunale di Santa Caterina sullo Ionio guidata dal sindaco Francesco Severino che ha avviato il percorso per l’ottenimento della Bandiera Blu, che tiene conto  tra le altre cose, della piena accessibilità dei servizi balneari. «Abbiamo creato una serie di progetti che abbiamo sponsorizzato sia in Italia che all’estero – afferma Marco Badolato, titolare della struttura Torre Sant’Antonio -. Tant’è che sono stato contattato da questo importante tour operator “Destination Everywere” che ha voluto includere la nostra struttura, unica in Calabria, tra le destinazioni nelle quali poter vivere una vacanza accessibile e in sicurezza. Anche l’amministrazione comunale  si sta muovendo  in questa direzione – sottolinea Badolato -. Tra gli obiettivi di quest’anno c’è quello di rendere quante più aree possibili accessibili a chi ha delle disabilità. La nostra struttura è completamente accessibile: per quanto riguarda il resort abbiamo due immobili su quattordici accessibili a persone con qualunque grado di disabilità. Credo che questa sia la strada giusta sulla quale bisogna proseguire. E’ fondamentale creare un ambiente che sia godibile a 360 gradi da chiunque».

Archeologia subacquea e disabilità

E intanto si va avanti per rendere accessibili anche i percorsi archeologici subacquei. «Sono un archeologo subacqueo, un vecchio collaboratore sia della soprintendenza calabrese che della soprintendenza del mare della Regione Sicilia – afferma Laratta -. Oltre alle attività istituzionali di ricerca che stiamo portando avanti nel cirotano,  ci stiamo concentrando molto sul discorso dei percorsi archeologici subacquei, proprio sul modello di quanto fatto già in Sicilia. Vogliamo rendere l’archeologia subacquea fruibile anche per i disabili. In questo caso il grosso problema da affrontare è quello dei non vedenti. Ogni volta che presentiamo un progetto del genere la prima cosa che andiamo a inserire sono le tabelle con scrittura in braille. In più dove è possibile facciamo toccare il manufatto con le mani in modo che l’esperienza tattile sensoriale renda al meglio l’idea anche al non vedente».

 

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