“La libertà non ha pizzo”, i loghi di Libera alle imprese anti-racket

VIDEO | Consegnati a Limbadi i simboli della campagna regionale che verranno apposti nei locali delle attività imprenditoriali aderenti 

di Agostino Pantano
6 ottobre 2019
10:16
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Un momento dell’incontro
Un momento dell’incontro

Limbadi ha ospitato la cerimonia di consegna del logo di “La libertà non ha pizzo”, la campagna regionale promossa da Libera per sostenere la denuncia e l’affiancamento degli imprenditori che denunciano il racket. I vertici provinciali delle forze dell’ordine e le scolaresche protagonisti assieme al commerciante Carmine Zappia, ai soci della cooperativa “Poro”, agli operatori economici Andrea Dominianni e Vincenzo Chindamo, di un momento di riflessione corale voluto dal referente regionale di Libera, don Ennio Stamile, all’interno della Università della memoria e dell’impegno intitolata alla memoria di Rossella Casini.

 

Sono stati consegnati i distintivi della Campagna che, partita da Reggio Calabria nel 2010, è ora diventata una piattaforma che su base regionale mette in contatto imprenditori coraggiosi e cittadini. Il prefetto Francesco Zito ha parlato proprio della necessità che sia la società civile ad aggiungersi allo Stato nel supporto a chi denuncia, concetto rilanciato anche nel suo intervento dal testimone di giustizia Tiberio Bentivoglio. 

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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