Falcomatà: «Il Governo ascolti il grido dei lavoratori del porto di Gioia»

Il sindaco metropolitano chiede al premier Conte di «accogliere le loro richieste» e soprattutto di scongiurare il loro licenziamento 

di Redazione
14 febbraio 2019
14:47
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Il porto di Gioia Tauro
Il porto di Gioia Tauro

«La Calabria faccia sentire forte la sua voce al fianco dei lavoratori del porto di Gioia Tauro. Dobbiamo scongiurare l'ipotesi nefasta dei licenziamenti annunciati da Medcenter che sarebbe un colpo mortale per i piani di sviluppo dell'area portuale, sulla quale ora è operativa la zone economica speciale». Lo ha dichiarato il sindaco metropolitano di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, manifestando la sua vicinanza ai lavoratori che hanno proclamato lo stato di agitazione trasmettendo una lettera unitaria, firmata dalle segreterie nazionali e calabresi di Cgil, Cisl e Uil, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e a Danilo Toninelli, ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Barbara Lezzi titolare del dicastero per il Sud.


«Il porto di Gioia Tauro è la più grande infrastruttura trasportistica del sud Italia, ha continuato il primo cittadino, uno dei sistemi portuali più grandi del mondo. Il Governo ha il dovere di considerarlo come una priorità nell'agenda politica nazionale non si può continuare a trascinare in avanti una fase di crisi infinita che sta generando una perdita di volumi accompagnata da continue minacce di tagli e riduzioni del personale. Riteniamo grave - ha chiosato Falcomatà - che gli accordi firmati con il precedente Governo siano stati disattesi, soprattutto rispetto al piano di investimenti già programmato e condiviso. Oggi non possono essere i lavoratori a pagare gli effetti di uno scontro irresponsabile tra i due colossi Mct e Msc che si contendono la governance del porto».


Ed è per questo che il sindaco metropolitano chiede al premier Conte di «ascoltare le richieste dei lavoratori e di dimostrare concretamente che questo Governo non è nemico del Sud. Le avvisaglie di questi primi mesi della compagine giallo-verde alla guida del Paese non lasciano ben sperare, ma il presidente Conte è ancora in tempo ad imprimere il necessario e dovuto cambio di rotta, a partire da un tema centrale come quello del rilancio del porto di Gioia Tauro. L'istituzione della Zes - ha concluso Falcomatà - recentemente entrata in funzione dopo anni di chiacchiere e tentativi malriusciti, può essere un'occasione di rilancio dell'area portuale, anche in virtù di un piano di sviluppo delle attività industriali che ruotano attorno ad esso. Ma è necessario che il Governo si faccia promotore di un'iniziativa forte e decisa, con l'obiettivo di attrarre su Gioia Tauro investitori in grado di implementare l'attività industriale ed aumentare i livelli occupazionali».

 

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