“Caro” taxi, il turista per spostarsi a Vibo rischia il salasso

VIDEO | La mobilità in Calabria è un vero e proprio lusso. Un nostro giornalista si è finto villeggiante pizzicando i tassisti che, alla stazione di Vibo-Pizzo, chiedono 20 euro per una corsa fino al centro cittadino  

di Agostino Pantano
6 luglio 2019
13:29
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Il lusso della mobilità in una Calabria da incubo
Il lusso della mobilità in una Calabria da incubo

Per coprire la distanza tra la stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo e il centro cittadino, in taxi, bisogna spendere “25 euro con fattura, o 20 senza”, ma non manca chi offre la corsa “anche a 15 euro”. Il turista rischia il salasso, visto che sono appena 6 i chilometri di un viaggio in auto, senza tassametro, “a tariffa fissa”. Un modo, uno in più, per scoraggiare i visitatori che arrivano in città e respingere i turisti che, pur arrivando in una città che ha non una ma ben due stazioni ferroviarie, se sbagliano fermata con il treno e vogliono raggiungere Tropea e la Costa degli Dei rischiano una seconda mazzata: il biglietto del bus urbano costa 2.20 per collegare i due scali di Trenitalia.

 

E non è finita qui la disavventura perché la stazione di Vibo Marina, nevralgica nella tratta secondaria Rosarno-Lamezia, non ha biglietteria, ha un servizio taxi a chiamata e chi vi arriva ha come la sensazione di trovarsi in un non luogo dominato dalla disperazione. Il servizio taxi che sembra una contrattazione continua a forfait completa il quadro desolante del servizio della mobilità urbana, con bus vetusti, biglietti che non vengono venduti nei negozi del centro, con orari che depistano e fermate che sembrano una puntata alla lotteria. Uno dei problemi che la nuova amministrazione trova in eredità, forse quello che maggiormente influisce per fare di Vibo valentia uno dei capoluoghi italiani a più basso livello di vivibilità.  

 

 

 

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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