Adiconsum: «Famiglie calabresi preoccupate dall’aumento delle bollette»

Secondo l'associazione per la difesa dei consumatori e dell'ambiente l’innalzamento dei costi sarebbe da attribuire alle tariffe agevolate concesse dal governo alle grandi imprese a discapito dei piccoli consumatori

venerdì 13 luglio 2018
11:12
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«L'aumento dei costi delle forniture elettriche (5,3%) e del gas (5%) preoccupa le famiglie calabresi, costrette a fare i conti con un bilancio sempre più risicato». Lo afferma l'Adiconsum Calabria, l'associazione per la difesa dei consumatori e dell'ambiente promossa dalla Cisl.


«I recenti dati pubblicati dall'Istat - sostiene Michele Gigliotti, referente Adiconsum Calabria - riservano alla Calabria il triste primato della regione più povera d'Italia, dato ancora più allarmante se si pensa che il 35,3% delle famiglie vive al di sotto della soglia di povertà relativa. Gli aumenti stabiliti dall'Arera (Autorità di regolazione per energia e ambiente) risultano essere spropositati. Potrebbero essere individuate all'interno del decreto del Ministero dello Sviluppo economico approvato il 21 dicembre 2017 attraverso il quale si è deciso di concedere alle grandi imprese energivore la possibilità di fruire di tariffe molto agevolate rispetto agli utenti “comuni”. Tali imprese, scegliendo di consumare energia elettrica (più sostenibile del fossile), risparmierebbero circa 1,7 miliardi di euro, favorendone così una migliore competitività a livello europeo».


Secondo Adiconsum l’azione sarebbe ottima «se non fosse che a farne le spese sono gli utenti più piccoli e le fasce di popolazione più deboli, costretti a sostenere attraverso gli aumenti delle tariffe i costi per l'incentivazione a consumare energia elettrica dedicata alle grandi imprese».
In conclusione Adiconsum chiede che «venga fatta piena chiarezza su tali questioni e che si punti all'individuazione di soluzioni che non penalizzino ulteriormente i consumatori ma che abbiamo l'obiettivo di portare benefici e risparmi agli utenti più bisognosi e più deboli che attraverso le associazioni dei consumatori fanno sentire la propria voce, soffocata altrimenti da comportamenti e azioni che tutelano gli interessi forti di chi la fa da padrone».

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