Vibo Valentia, nuova vita alla Tonnara aspettando il restauro del ministero

VIDEO | Una mostra storico-fotografica organizzata dalla Proloco che ha riattivato la struttura recentemente vandalizzata

di Agostino Pantano
6 agosto 2019
14:20
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Un particolare della mostra
Un particolare della mostra

Nuova vita per la Tonnara di Bivona, a Vibo Valentia, grazie ad una mostra storico-fotografica organizzata dalla Proloco. I volontari tengono aperta la struttura, nel recente passato vandalizzata, grazie ad una collaborazione con il Comune e in attesa che il dialogo tra l’ente e il ministero dei Beni culturali porti alla soluzione definitiva del problema che da sempre ha impedito una fruizione stabile di questo raro esempio di archeologia industriale calabrese: l’immobile è dell’Agenzia del demanio che fin qui non ha mai programmato una cessione in comodato utile per la sua riattivazione quale centro propulsore della cultura locale.

 

Al primo piano della palazzina gentilizia è possibile ammirare, fino al 30 agosto, le foto che raccontano una storia leggendaria, mentre un altoparlante diffonde i canti che fino al 1965 era possibile ascoltare durante le lavorazioni successive alla mattanza. La Tonnara di Bivona, completamente in legno, ha al suo interno un vecchio capannone che contiene due barche d’epoca che, da quanto spiegano i volontari della Proloco di Vibo Marina, il ministero si è impegnato a restaurare.

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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