Il cantastorie Racco a Serrata: «Anche le brutte storie vanno raccontate»

VIDEO | Piazza gremita e pubblico nostalgico nel centro del Reggino per lo spettacolo sul bandito Peppe Musolino 

di Agostino Pantano
7 agosto 2019
13:59
135 condivisioni
Il cantastorie Racco incontra il pubblico
Il cantastorie Racco incontra il pubblico

Nino Racco non ha bisogno di presentazioni, ma in questo caso proviamo a raccontare la funzione sociale e artistica del cantastorie, vista anche con i ricordi d’infanzia del suo pubblico. A Serrata, poche case a cavallo tra la Piana reggina e le Serre vibonesi, lo spettacolo del cantante e attore calabrese è diventato così la sella comoda con cui cavalcare la nostalgia della gente. Una serata, andata in scena nel suggestivo spiazzo di Palazzo Gagliardi, in cui Racco ha giganteggiato accompagnato dalla sua chitarra, indossando la tradizionale maschera in legno che dopo 30 anni ormai è diventato il suo secondo abito. "'Ntricata storia di Peppe Musolino", il titolo del suo racconto fra versi e note, è stata così l’occasione - voluta dalla nuova amministrazione comunale - per rinnovare il senso della funzione sociale del cantastorie. «Anche le brutte storie vanno raccontate – ha spiegato l’artista – e chi le racconta vi prende parte e parteggia».

 

 

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti:

Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
Lacnews24.it
X
guarda i nostri live stream
Guarda lo streaming live del nostro canale all newsGuarda lo streaming di LaC TvAscola LaC Radio