Reggio, la scuola Radice-Alighieri ritorna alla comunità

L’associazione Libera comunica il ritorno alla sede naturale.  Dal primo ottobre gli alunni frequenteranno le lezioni nella sede originaria. L’associazione chiede che l'ex struttura diventi sede di un commissariato di polizia, presidio di legalità e di sicurezza

di Redazione
sabato 29 settembre 2018
15:22
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La scuola Radice Alighieri di Catona, quartiere nella periferia sud di Reggio Calabria riapre le porte. L’associazione Libera è entusiasta di comunicare il ritorno alla sede naturale. Dal primo ottobre, dopo anni di disagio, gli alunni frequenteranno le lezioni nella sede originaria. Nei locali della sede provvisoria dell’ex Circoscrizione di Arghillà, per ben sei anni, si era svolta l’attività didattica che, fra pochi giorni, potrà ricontare su una sede ristrutturata e funzionale. 

I locali di quartiere Arghillà

Il quartiere reggino auspica che i locali della sede di Arghillà non diventino l’ennesimo spazio abbandonato. L’associazione Libera assieme al comitato vorrebbe che la struttura diventasse sede di un commissariato di polizia, particolarmente importante come presidio di legalità e di sicurezza rispetto ad una quartiere dove il rischio devianza e illegalità è molto elevato ed anche per tutelare questo bene comune. Anche la problematica della regolarizzazione degli alloggi e del contrasto alle occupazioni abusive richiederebbe una presenza costante delle forze dell’ordine.

Proposta la nascita di un Commissariato di Polizia

L’idea, condivisa dal Comune e dal comitato di quartiere, era quella di prevedere, all’interno della struttura, accanto alla presenza delle forze dell’ordine anche alcuni servizi in grado di dare alla popolazione ed in particolare ai minori la possibilità di fornire da parte del Comune e delle associazioni disponibili una serie di servizi quali dopo scuola, centro di aggregazione sociale, attività teatrali, laboratori d’ impresa ecc. Uno spazio di socializzazione ed anche di prevenzione della dispersione scolastica molto importante per un quartiere povero di servizi come Arghillà con i suo circa 4.000 abitanti. Tema che era stato affrontato con il comitato di quartiere in Prefettura ed in occasione delle assemblee avute con la popolazione ed anche negli incontri avuti con il precedente Ministro degli Interni sen. Marco Minniti che si era formalmente impegnato ad avviare l’iter.

 

In particolare l’attivazione del Commissariato sembrava una cosa fatta, ma non si sono avute negli ultimi mesi conferme. L’auspicio di Libera è che finalmente, liberati i locali che lo devono ospitare, si insedi il commissariato e contestualmente si programmino le altre iniziative educative e sociali previste. Un primo segnale positivo è stato quello di mantenere il presidio scolastico per le scuole serali ma è insufficiente, in particolare la struttura incustodita nelle ore notturne e nei giorni festivi, rischia di essere bersaglio di atti vandalici e di furti a cui si è già assistito negli ultimi anni.

 

Un altro motivo di preoccupazione per Libera è la situazione dei circa cento minori Rom di Arghillà per i quali,  con il trasferimento della scuola a Catona , c’è concretamente il  rischio di  vedere crescere ulteriormente il  loro abbandono scolastico. In merito a tale tematica è stata evidenziata al Comune la necessità di  provvedere con urgenza al fine di garantire loro il servizio di trasporto, impegnando   l’Atam affinchè  metta a disposizione  per questa necessità dei mezzi. Libera chiede un incontro in Prefettura per un esame delle tematiche esposte che veda coinvolti tutti gli attori istituzionali e sociali  competenti.

 

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