La Questura di Catanzaro in campo contro la violenza di genere

VIDEO | Proseguono le iniziative volte a sensibilizzare i cittadini a contrastare il fenomeno. E in occasione dell'incontro con gli studenti dell'Università Magna Graecia, il questore Amalia di Ruocco ha detto: «Le donne non denunciano per paura»

di Rossella  Galati
27 novembre 2018
11:20
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«Le donne non denunciano. Le donne hanno ancora paura. Quello della violenza di genere è un fenomeno che rimane nascosto, che rimane sommerso. Ecco perchè lo abbiamo già fatto in occasione del 14 febbraio, a San Valentino, l'abbiamo fatto in occasione dell'8 marzo, la festa delle donne, e continuiamo adesso per cercare di venire incontro a queste vittime, di far capire che cos'è l'amore vero». Così il questore di Catanzaro Amalia di Ruocco spiegando il senso dell'iniziativa della Questura di Catanzaro contro la violenza sulle donne "questo non è amore". 

Il messaggio agli studenti

Nell'auditorium della Università Magna Graecia il dirigente della Divisione di Polizia Anticrimine della Questura Francesco Nannucci, professori universitari esperti in sociologia e psicologia, il questore, hanno incontrato gli studenti incoraggiandoli a rompere quel muro del silenzio che spesso si eleva dinnanzi a tale forma di violenza. «E' sulla cultura, sull'educazione che dobbiamo incidere - sottolinea il questore - dobbiamo andare nelle scuole, parlarne con i ragazzi. Maschi e femmine vivono negli stessi banchi sin dalle scuole primarie, ed è proprio lì il terreno sul quale dobbiamo andare a lavorare». Nell'occasione, oltre a fornire le dieci regole d'oro per riconoscere i segni premonitori di quello che potrebbe degenerare in una tragedia irreparabile, è stato ricordato il servizio, messo a disposizione delle vittime di violenza dalla questura con una casella di posta elettronica dedicata spazioascolto.cz@poliziadistato.it  . «Si è creato in questura anche un gruppo di mutuo aiuto tra donne che sono uscite da questa situazione di sofferenza denunciando e che continuano a vedersi, continuano a darsi sostegno l'una con l'altra - conclude Di Ruocco -. Una cosa importante che manca è la creazione di case rifugio, ancora troppo poche».

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