«Abbiamo il Sud più bello del mondo». Il genio dei colori Athos Faccincani fa tappa in Calabria -VIDEO

L'artista è intervenuto, insieme alla sua collettiva di opere dai colori sgargianti, alla seconda edizione del Maggio Europeo tenutasi a Corigliano-Rossano e conclusasi ieri nel chiostro di San Bernardino. Figlio del profondo Nord, innamorato del Sud e delle sue meraviglie

di Giusj De Luca
sabato 9 giugno 2018
12:45
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«Abbiamo il più bel sud del mondo, il più bel posto al mondo per fare turismo». In queste parole Athos Faccincani ha riassunto tutta la sua passione e dedizione verso lo studio del Sud. Verso i suoi colori e i suoi calori. Verso la magia che trasmette il Meridione.

L’artista di Peschiera del Garda ha chiuso, nella cornice del chiostro di Palazzo San Bernardino, la seconda edizione del Maggio Europeo, contenitore artistico-culturale promosso dall’Ufficio Europa del Comune di Corigliano-Rossano, diretto dalla Responsabile Benedetta De Vita, per celebrare e far conoscere le meraviglie del vecchio continente.

Chiusa la seconda edizione del Maggio Europeo a Corigliano-Rossano

Cinque tappe, in un lungo viaggio ideale tra i gusti, le musiche e le tradizioni dei Paesi, terminato, proprio ieri, (8 giugno) nella splendida isola di Santorini in Grecia. Ospite d’eccezione della seconda edizione,  il geniale artista dei colori Faccincani,che ha tenuto una lectio magistralis estremamente coinvolgente per i ragazzi del Liceo Artstico “San Nilo” di Rossano, ai quali ha raccontato delle emozioni che trasmettono i Paesi del Sud Europa e che hanno ispirato le sue opere.

 

L’artista veronese, si è aperto con emozione e passione, scandendo le fasi della ricerca e del viaggio della propria vita che lo hanno portato alla scoperta del Sud. Quel sud che con i suoi colori, odori, sapori, con la solarità e con la cordialità lo ha incantato e rapito stravolgendo completamente il suo modo di vedere e vivere ogni cosa. E queste emozioni le ha espresse con metafore e citazioni che lo hanno visto spaziare da Sandro Pertini a Lele Mora passando per Flaubert e Monet. Insomma, un Faccincani commosso ma a tratti anche divertente, certamente brillante, che ha incantato la platea, attenta e rapita da un artista il cui superamento dello spettro della tristezza che ha contraddistinto la sua infanzia e la progressiva conquista dei colori, lo hanno predisposto ad un rinnovato approccio alla vita.

 

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