Le vie del mare in mostra all'archivio di Stato di Catanzaro

VIDEO | Potrà essere visitata fino al 13 ottobre l'esposizione dedicata alla cartografia nautica di fine Cinquecento. Tra i documenti, anche le produzioni dell’illustre cosmografo e cartografo Domenico Vigliarolo

di Rossella  Galati
21 settembre 2019
17:22
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Accompagna il visitatore nel mondo della cartografia nautica di fine ‘500 attraverso l’attività dell’illustre cosmografo e cartografo Domenico Vigliarolo, sacerdote nato a Stilo nel 1540, che lavorò alla corte del re di Spagna. E’ la mostra documentaria “Le vie del mare” allestita all’Archivio di Stato a Catanzaro fino al 13 ottobre. Tra i vari esempi di produzioni iconografiche del Vigliarolo, custodite nella loro versione originale  in tutto il mondo, nei musei di Parigi, Madrid, Berlino e New York, spicca un manoscritto su carta pecora attribuibile allo stesso, venuto alla luce proprio a Catanzaro nel 2015.  

La "carta di Catanzaro"

«In Italia ce ne sono solo due, una conservata nei Musei Vaticani a Roma e questa che è a Catanzaro – ha affermato Giuseppe Fausto Macrì, studioso di cartografia  e autore del volume “Mari di carta” -. Avere in città la cartografia di uno dei più grandi scienziati che la Calabria abbia mai avuto, secondo me è un fatto importantissimo e di enorme rilevanza». La “carta di Catanzaro” è un frammento di una copertina notarile. Nel ‘700 infatti  molte di queste carte, una volta persa la loro funzione “operativa”, venivano utilizzate come copertine di protocolli notarili grazie alla robustezza del materiale in grado di garantire longevità alle legature di documenti manoscritti. «Essendo solo un frammento – spiega Macrì - questa carta sarebbe anonima. Ma sulla base di una serie di considerazioni e analisi che faccio ormai da più di 15 anni, studiando in modo approfondito tutte le carte del Vigliarolo, possiamo ritenere che sia opera del cartografo calabrese».

L'attività dell'archivio di Stato

Un tesoro che l’Archivio di Stato di Catanzaro ha il compito di proteggere e valorizzare come spiega il direttore Maria Spadafora: «Attraverso l’esposizione dei documenti e dei fondi che abbiamo, soprattutto il fondo Diplomatico, abbiamo pergamene che vanno dal 1307 fino al 1859 ancora poco studiate e quindi stiamo cercando di fare tanti regesti. Ne abbiamo regestate 226. La 226ma è proprio la “carta di Catanzaro” che esponiamo oggi. Le carte nautiche sono rare perciò dare alla comunità la possibilità di approcciarsi ad uno studio del genere, pieno di elementi e dettagli iconografici descrittivi, è molto importante». E mentre le attività dell’archivio vanno avanti bisogna però fare i conti con una pesante carenza di fondi e personale. Da qui l’appello al Ministero dei beni culturali. «Mi rivolgo al nuovo governo – conclude il direttore Spadafora - affinchè ci dia più risorse sia a livello umano che economico per una migliore tutela, valorizzazione e fruizione del patrimonio documentario».

 

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