Sistema bibliotecario vibonese, Floriani: «La sfida è svecchiare la cultura»

INTERVISTA | Il direttore di uno dei poli culturali più fecondi della regione rimarca gli obiettivi originari e illustra le iniziative in programma, a cominciare dalla promozione della lettura tra i bambini e le loro famiglie. E poi incontri, iniziative e programmi che mirano ad esaltare la contemporaneità

di Monica La Torre
martedì 11 giugno 2019
10:32
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Arrivare al Sistema bibliotecario vibonese non è affatto semplice, aroccato com’è a ridosso del castello svevo di Vibo Valentia, sul versante più impervio di Monteleone, e dentro palazzo santa Chiara, antico convento le cui finestre dominano il golfo da un lato e Serre dall’altro. E tuttavia, l’istituzione culturale richiama ogni giorno decine, quando non centinaia di persone, costituendo da decenni un punto fermo nella scena comunale e provinciale, e sopperendo in parte alla drammatica assenza di indirizzo delle amministrazioni susseguitesi alla guida della città.

 

Il "marziano"

Lo ha fatto grazie alle iniziative, i servizi allo studio e l’organizzazione di eventi culturali animate da Gilberto Floriani, suo direttore, tanto radicato in Calabria quanto geneticamente diverso dai suoi abitanti. Il personaggio era stato già descritto da Enrico De Girolamo, che nell’evidenziarne l’anomalia della figura nel panorama regionale, lo aveva definito un alieno a Vibo”. Floriani, scriveva, è “un po’ così, come il marziano a Roma di un famoso racconto satirico di Ennio Flaiano”. E ancora: “Di origini venete ma nato ad Aosta da più di 40 anni vive e lavora all’ombra del castello Normanno Svevo, dove ha allestito uno dei poli culturali più fecondi della regione, con circa 100mila visitatori l’anno e 300 utenti fissi al giorno”, "interloquendo pazientemente con una politica che, soprattutto in passato, preferiva più spesso una serata a base di fileja al ragù di capra piuttosto che la presentazione di un libro o una mostra”.

 

Il calabrese e l’antico

Una chiacchierata con lui sullo “ieri, oggi e domani” del Sistema bibliotecario ha offerto qualche anticipazione sul calendario delle attività in dirittura d’arrivo. «Una volta arrivato qui, 40 anni fa – ha premesso Floriani– ho avvertito l’urgenza di istituire un polo culturale di riferimento, offrire al pubblico un’offerta ispirata a criteri di razionalità, modernità, apertura alle nuove tecnologie, insomma: al presente. La proposta calabrese è spesso orientata, per sua natura, al folklore ed all’antico. In genere, il pubblico vive più di emotività che di modernità. Ecco: far interiorizzare il contemporaneo al nostro pubblico, è di fatto la vera priorità che mi sono posto, e che ancora oggi mi pongo ogni anno, insieme ai miei collaboratori».

 

Leggimi 0-6

In quest’ottica vanno dunque lette le iniziative annunciate per questo secondo semestre 2019. Tra le “nuove proposte”, la prima e più importante è Leggimi 0-6, ad uso e consumo dei cittadini di domani, dei vibonesi piccoli e piccolissimi, dei calabresi in fasce. «Leggimi 0-6 – ha specificato il direttore -, è un progetto per la promozione della lettura da 0 a 6 anni che durerà un anno e mezzo, ed è pensato per coinvolgere sia i 1000 nuovi nati ogni anno, che i 6000 bambini di questa età che popolano il territorio provinciale». L’iniziativa prevede che ad ogni nuovo nato vengano regalati tre libri: e che contestualmente, i genitori vengano invitati a fruirne insieme, onde abituare i figli all’ascolto sin dalla primissima fascia d’età.


Sensibilizzare bambini e i genitori

«Sempre allo scopo di sensibilizzare insieme il bambino ed il nucleo familiare– ha proseguito Floriani - , verranno allestiti negli ospedali e nelle scuole materne degli angoli ad hoc, dei piccoli spazi attrezzati per la lettura, dove operatori e volontari appositamente formati daranno vita ad iniziative di rete. Di tutto, daremo conto passo dopo passo alla comunità, e lo faremo attivando canali social, televisivi, di informazione mediatica: e coinvolgeremo pediatri, autori di libri per bambini, illustratori». Teatro della campagna educativa non solo il Comune di Vibo, ma tutta la provincia: già a Limbadi, mercoledì 5 giugno, è partita la rassegna “Ti racconto una storia – Incontri di lettura ad alta voce per famiglie e bambini a partire dai 6 mesi».

 

Il calendario prossimo venturo

È invece con l’occhio alle periferie ed ai luoghi marginali, che nasce il progetto di Bibilioteca – Casa di quartiere, nato per coinvolgere abitanti di comunità e quartieri complessi. Spazio anche alle nuove tecnologie con il Museo Virtuale dell’identità vibonese, portale on line finanziato dalla regione Calabria con fondi europei Pac 2014/2020, uno strumento crossmediale ideato per legare territori e rete in un rapporto più omogeneo.


Novità e conferme

Guardando agli appuntamenti ormai consolidati e ben noti, dal 15 al 19 ottobre 2019, torna il festival Leggere e scrivere, evento di punta del calendario dell’istituzione. «Si tratta della nostra iniziativa più conosciuta – ha sottolineato Floriani a tale proposito –, che lo scorso anno ha registrato 30 mila presenze. Ma aldilà dei del festival, voglio ricordare che il nostro Sistema, mettendo insieme i fruitori dei servizi, dei concerti e delle varie iniziative, attira 100 mila persone ogni anno. Dati ai quali si aggiungono i tanti fruitori delle iniziative che andiamo ad animare nelle periferie, nei territori, da Limbadi a Ricadi, da Monterosso a Filadelfia. Dibattiti, cineforum, presentazioni editoriali, concerti, laboratori. Risultati resi possibili dall’impegno nostro, e dei collaboratori che a vario titolo lavorano da anni con noi, e che hanno rafforzato il polo culturale».

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Monica La Torre
Giornalista
Monica La Torre, padre calabrese e madre umbra, nasce a Tropea 50 anni fa. Nenache cinquenne, è costretta da un destino avverso ad emigrare in una ridente cittadina tra Assisi e Spoleto, nel regno di Don Matteo. Passa gli ultimi 46 anni a lamentarsi per questa sorte ria, senza riuscire a trovare una scusa valida per ri-trasferirsi. Di mestiere fa la nostalgica. Nei ritagli di tempo si è laureata, ha cambiato un numero imprecisato di lavori, ha imparato a memoria le uscite della Salerno Reggio Calabria, attraversato a nuoto lo stretto di Messina, rovinato la giovinezza con vent'anni di partita IVA. Senza merito alcuno, è circondata di persone belle, che ne sopportano il pianto greco da emigrata inconsolabile. E' malata di mare ed happy hour. Tutti sanno che convive con due vizi innominabili. Quella cosa con la quale non si mangia chiamata: ARTE, e quella cosa che in Calabria è meglio dimenticare, chiamata: NATURA. Crede che la bellezza salverà il mondo, ma non il suo, perché la rivoluzione delle coscienze avverrà 24 ore dopo il suo trasferimento "altrove". Non per questo, si incazza di meno con le "capre". Non ha avversione per il denaro: è il denaro che ne ha per lei.  

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