Musica e matematica, la “concertista aristotelica” suona Liszt ad Amantea

VIDEO | L'associazione italiana delle dimore storiche ha ospitato a palazzo Carratelli il concerto della pianista calabrese Ingrid Carbone, docente di matematica all'Unical, che ha spiegato il rapporto tra musica e numeri

di M LT
22 giugno 2019
10:09
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Ingrid Carbone, pianista e matematica calabrese, è stata protagonista venerdì 21 giugno, ad Amantea, della conversazione concerto "Les harmonies de l’esprit - Sacred piano works", dedicata all’opera di Franz Liszt. Teatro dell’iniziativa, voluta dall’Associazione italiana dimore storiche per celebrare al contempo il solstizio d’estate e la coincidente giornata della musica classica, palazzo Carratelli di Amantea, non nuovo ad iniziative del genere. E "Les harmonies de l’esprit", Da Vinci Classics, è anche il disco d’esordio della Carbone. Il programma, riproposto nelle parti salienti, ha dato occasione agli intervenuti di scoprire pagine di raro ascolto, e rintracciare la pluralità delle emozioni che si annidano nei brani del compositore e pianista ungherese.

La concertista aristotelica

L’artista, che alterna alla carriera concertistica la docenza di analisi Matematica all’Università della Calabria, è personaggio eclettico e di carisma. Definita dalla stampa “concertista aristotelica” proprio in virtù della sua peculiare formazione, è fondatrice dell’associazione musicale “Clara Schumann”, ed executive director del Festival “Calabria International Music Festival & Competition”.

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M LT
Giornalista
Monica La Torre, padre calabrese e madre umbra, nasce a Tropea 50 anni fa. Nenache cinquenne, è costretta da un destino avverso ad emigrare in una ridente cittadina tra Assisi e Spoleto, nel regno di Don Matteo. Passa gli ultimi 46 anni a lamentarsi per questa sorte ria, senza riuscire a trovare una scusa valida per ri-trasferirsi. Di mestiere fa la nostalgica. Nei ritagli di tempo si è laureata, ha cambiato un numero imprecisato di lavori, ha imparato a memoria le uscite della Salerno Reggio Calabria, attraversato a nuoto lo stretto di Messina, rovinato la giovinezza con vent'anni di partita IVA. Senza merito alcuno, è circondata di persone belle, che ne sopportano il pianto greco da emigrata inconsolabile. E' malata di mare ed happy hour. Tutti sanno che convive con due vizi innominabili. Quella cosa con la quale non si mangia chiamata: ARTE, e quella cosa che in Calabria è meglio dimenticare, chiamata: NATURA. Crede che la bellezza salverà il mondo, ma non il suo, perché la rivoluzione delle coscienze avverrà 24 ore dopo il suo trasferimento "altrove". Non per questo, si incazza di meno con le "capre". Non ha avversione per il denaro: è il denaro che ne ha per lei.  
Lacnews24.it
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