Il non finito calabrese è brutto? - VIDEO

Meglio riflettere sul significato sociale dello stile architettonico per il fotografo e teorico Angelo Maggio - L’intervista a LaC Radio cafè

di Erica Cunsolo
lunedì 2 luglio 2018
10:57
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Non si tratta di stabilire se il non finito calabrese sia bello oppure no, lo stile architettonico tipico della nostra terra ormai riconosciuto e studiato pure all’università e che colpì addirittura l’archistar iraniana Zaha Hadid in visita in terra calabra, va esaminato con un occhio più attento. Per il fotografo e teorico Angelo Maggio che lo ha documentato più di tutti attraverso i suoi scatti ogni edificio incompiuto rappresenta un vero “monumento alle aspettative deluse dei calabresi”. 

Uno stile minimale ma funzionale che non preclude la possibilità di ampliamento. Anzi ne esprime la speranza. Così scheletri di ferro all’ultimo piano che tagliano l’orizzonte e facciate senza intonaci e pitture, solo il grigio del cemento e il rosso del mattone forato.


L’aspetto estetico
dei palazzi non finiti potrebbe addirittura piacere ma in ogni caso non rappresenta il punto focale della ricerca di Angelo Maggio che preferisce interrogarsi sul loro significato sociale.


Il fotografo nell’intervista a LaC Radio cafè ci spiega che il fenomeno «deriva dal fatto che i nostri genitori e i nostri nonni hanno investito nei loro territori. Loro speravano che questi territori migliorassero. Il grosso del non finito è stato realizzato tra gli anni ’70 e gli anni ’80. Ognuno cercava di costruire per i propri figli. Oggi giudicarli edifici brutti non è giusto».


E come aveva detto in occasione della sua ultima mostra fotografica sul non finito calabrese a Taurianova, ribadisce che non condivide la ricerca del bello. «Personalmente non mi interessa un paesaggio asettico e bello ma vorrei un paesaggio vivo. Io preferirei un non finito abitato che un non abitato finito!».

 

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Erica Cunsolo
Giornalista
Conduttrice e redattrice del network di LaC. Erica Cunsolo. Nata a Gioia Tauro nel 1990. Nel 2008, a soli 18 anni, inizia il suo rapporto con la televisione. Nel 2009 conduce speciali per la tv web nazionale di Miss Italia, parallelamente inizia la sua carriera di presentatrice in Calabria di grandi spettacoli di piazza e viene notata dalla tv regionale di Video Calabria che le affida il ruolo di conduttrice e autrice di programmi sul territorio. Dai premi letterari alle kermesse di moda, dai festival di musica alle manifestazioni sportive, il live sul palcoscenico le insegna cosa sia la vera diretta e la prepara alla conduzione di programmi di Infotainment di successo come la “Nostra Domenica”(LaC tv, edizioni 2015-2016). Dopo la laurea in Giurisprudenza, nel 2016 entra a tutti gli effetti nella redazione del network LaC: scrive per le testate web, conduce il telegiornale e format giornalistici come “Opinioni”.Da Maggio 2018 conduce LaC Radio cafè, primo programma informativo in radiovisione della rete.

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