Dossier sulle migrazioni: ecco perché non è in corso nessuna invasione

Sono settimane di fuoco sul fronte degli sbarchi. E tra porti chiusi e conflitti fra cariche dello Stato, i dati sul fenomeno raccontano un'altra storia. Nella quale le vittime sono i 1.405 migranti ingoiati dal Mediterraneo dall'inizio del 2018

di Lo. C.
mercoledì 11 luglio 2018
16:30
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Nessuna invasione. I cittadini italiani possono dormire sonni tranquilli. Lo dicono a chiare lettere i dati diffusi dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, dai quali si evince che gli unici a pagare il prezzo degli sbarchi, fino a oggi, sono stati proprio i migranti, costretti a viaggi della speranza che spesso finiscono in fondo al mare.

 

E nonostante l’argomento sia al centro delle politiche repressive del Ministero dell’Interno, che ha fatto del fenomeno uno slogan da campagna elettorale, i numeri raccontano un’altra storia. Con buona pace di Matteo Salvini, da gennaio 2018 ad oggi sono sbarcati nel nostro paese 16.935 immigrati. L’80.13 in meno rispetto al 2017, il 78.29% rispetto al 2016. Un lasso di tempo nel quale a capo del dicastero sedeva il suo predecessore, Marco Minniti. Dunque nessun allarme immigrazione. Non ci sono ladri di lavoro e di speranze pronti ad inondare il paese, ma solo uomini e donne in fuga da guerra, fame e regimi dittatoriali.

 

Per quanto riguarda il 2017, del totale degli immigrati sbarcati, 11.535 sono provenienti dalla Libia; lo scorso anno erano 81.523. I porti più battuti sono quelli di Pozzallo, Catania, Messina, Augusta, Trapani, Lampedusa, Palermo, Porto Empedocle, Crotone, Reggio Calabria e Cagliari. Le nazionalità dichiarate al momento dello sbarco da gennaio ad oggi sono state: Tunisia per 3.071, Eritrea (2.561), Sudan 1.582, Nigeria 1.231, seguite da Costa d'Avorio, Mali, Guinea, Pakistan, Iraq e Algeria.  Altri numeri importanti sono quelli che riguardano i minori non accompagnati. Quest'anno ne sono arrivati 2.649, nel 2017 15.779, 25.846 nel 2016.

 

Ma c’è un aspetto che esula dalla semplice aritmetica, perché i viaggi sono diventati meno frequenti, ma anche meno sicuri. Dopo gli ultimi naufragi davanti alle coste libiche, sale a 1.405 il conto dei migranti ingoiati dal Mediterraneo nel 2018. Sulla rotta dalla morte che parte dalla Libia, dall’inizio dell’anno hanno perso la vita 953 persone. E se il numero delle vittime è in calo rispetto allo stesso periodo del 2017, quando se ne registrarono 2.290, è invece in crescita la mortalità per “traversate tentate”: dall'1,7% dello scorso anno al 2% del 2018. Le traversate sono infatti quasi dimezzate: dalle 137.553 del 2017 alle 69.874 di quest'anno. Complessivamente sono 45.808 le persone arrivate via mare in Europa quest'anno, ma non tutte sono sbarcate nel nostro paese. 16mila i migranti arrivati in Italia, oltre 15 mila in Spagna e oltre 13 mila in Grecia.

 

Loredana Colloca

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Lo. C.
Giornalista

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