Libri e spettacolo: al via a Vibo la settima edizione del festival “Leggere & Scrivere”

VIDEO | La kermesse durerà 5 giorni durante i quali 220 eventi di letteratura, giornalismo, arte, musica e enogastronomia valorizzeranno la città e i territori circostanti

di Paula Scalamogna
lunedì 24 settembre 2018
16:41
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Vibo Valentia si prepara ad ospitare la settima edizione il Festival Leggere&Scrivere, kermesse che si inaugurerà martedì 2 ottobre alle 21:30 all’Auditorium dello Spirito Santo, per concludersi sabato 6 ottobre. Differenti saranno le location che ospiteranno l’evento, tra cui Palazzo Gagliardi, la Chiesa di San Michele, il museo Limen e la Camera di Commercio. Il programma del festival è stato presentato, durante una conferenza stampa al Palazzo Comunale di Vibo, dai direttori artistici, Gilberto Floriani, Maria Teresa Marzano, il sindaco Elio Costa, l’assessore regionale alla cultura Maria Francesca Corigliano, alla presenza dei sostenitori e degli sponsor dell'evento. Un’edizione che gode della fortuna di quella passata che aveva registrato un bilancio più che positivo, con la presenza di 30.000 spettatori.

 

 

Arte a 360 gradi

Il progetto, nato da un’idea del Sistema Bibliotecario Vibonese, si propone come spazio di confronto per intellettuali, scrittori, giornalisti, poeti, attori, registi e musicisti e prevede appuntamenti che si svolgeranno a Vibo e nel circondario. La regina del festival sarà la letteratura, ma si discuterà anche di politica, giornalismo, musica, scienze, arte e quest’anno anche di enogastronomia.

 

Il programma 

Tra gli ospiti più importanti di questa edizione spicca, per l’ambito della letteratura, Stefano Benni, che sarà protagonista del recital Blues in sedici. Ballata della città dolente, un testo teatrale di rabbia e dolore, Pietrangelo Buttafuoco, ospite con il libro I baci sono infiniti (la Nave di Teseo edizioni) e Adriano Sofi che presenterà il suo ultimo libro Una variazione di Kafka (Sellerio editore).
Grandi figure di impegno e militanza della sinistra italiana interverranno parlando di politica, Luciano Violante e Luciana Castellina. Il giornalista del Corriere della Sera, Tommaso Labate, e Ritanna Armeni, firma de Il Manifesto calcheranno il palco del festival presentando i loro libri freschi di stampa, I rassegnati. L’irresistibile inerzia dei quarantenni (Rizzoli edizioni) il primo e Una donna tutto può 1941: volano le streghe della notte (Ponte alle grazie edizioni) la seconda.

 

La Calabria e il suo ventaglio culturale

Il programma di Leggere E Scrivere prevede incontri con giornalisti di fama internazionale come Farian Sabahi, firma del Corriere della Sera e di Rai News24 e Salah Methnani con il quale si discuterà di contaminazioni di culture. Quest'ultimo sarà ospite dell’incontro Come possiamo non dirci mediterranei insieme alla scrittrice e studiosa della società del Nord Africa, Ilaria Guidantoni.
La Regione Calabria e il suo ventaglio culturale sarà la protagonista di una giornata, che vedrà scrittori calabresi parlare delle piaghe sociali che lacerano il nostro paese, si getterà luce sull’evoluzione dell’ndrangheta anche a livello internazionale e sugli sviluppi della lotta a questo fenomeno, interverranno Mimmo Gangemi, Vito Teti, Gioacchino Criaco e Nicola Gratteri.
Vari gli esponenti dello spettacolo e della musica, e i beniamini del pubblico televisivo tra cui Cesare Bocci, l’amato Mimì Augello de Il commissario Montalbano. Ascanio Celestini presenterà la pièce E ti chiamaron matta, spettacolo di storie e canzoni dedicato al quarantesimo anniversario della legge Basaglia, a cui il festival dedicherà una serie di incontri, uno dei quali con la storica Vanessa Roghi.
Il festival, quest’anno porrà l’attenzione all’enogastronomia, illustrando una serie di “saperi e sapori” attraverso le degustazioni a cura dell’Accademia di cucina italiana e dell’Istituto alberghiero di Vibo Valentia. Differenti saranno i workshop organizzati per bambini e ragazzi (oltre 40), che faranno parte dello spazio Leggere&Scrivere Junior che vedrà i più piccoli coinvolti in una serie di iniziative per giocare, divertirsi, stimolando creatività e fantasia.

 

Le dichiarazioni

La realizzazione della kermesse è stata resa possibile dal finanziamento della Regione Calabria e dal sostegno dell’amministrazione comunale di Vibo, che ogni anno accoglie il festival nello storico Palazzo Gagliardi.
«Il contatto diretto con gli autori e gli artisti provenienti da tutta Italia - commenta il direttore scientifico del Sistema Bibliotecario Vibonese, Gilberto Floriani, ente organizzatore del Festival - e il coinvolgimento attivo della società civile e intellettuale locale mirano al raggiungimento di uno degli obiettivi del festival che è quello di interessare e chiamare in causa le più diverse fasce di pubblico e di aprirsi alla complessità consentendo una vera e propria immersione nella pluralità dei testi e nel confronto tra le esperienze. Il festival affermerà come sempre la sua vocazione a promuovere i libri e la lettura, ma continuerà ad ampliare il suo angolo visuale su grandi temi, su personaggi a livello nazionale e internazionale» commenta il direttore scientifico  «L’obiettivo - continua - è fornire un programma quanto mai diversificato: accanto agli appuntamenti più tradizionali, vogliamo spingerci lungo nuovi percorsi per parlare a un pubblico multiforme e, soprattutto, per coinvolgere sempre di più i giovani».

 

«Bisogna mantenere vivo un dialogo culturale»

Il direttore artistico del festival, Maria Teresa Marzano, ha sottolineato «l'importanza di un pubblico fatto di ragazzi, che sono parte intengrante del festival». Continua: «Abbiamo ricevuto tante richieste di collaborazione da parte degli istituti e licei calabresi, per questa edizione sarà presente una location riservata alle opera dei ragazzi del Liceo artistico di Vibo e l’Accademia d’arte di Reggio Calabria».
Significativo l'appello dell’Assessore regionale alla cultura, Maria Francesca Corigliano, che ha affermato: «Bisogna che giovani e adulti leggano di più. C'è carenza di cultura nella nostra società dunque abbiamo bisogno di mantenere vivo un dialogo che permetta un confronto  tra tutte a 360° non solo con esponenti della cultura, ma con tutte le classi sociali».

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