Il Carnevale di Castrovillari celebra i colori e sapori della cucina calabrese

Due eventi dedicati al buon cibo quelli in programma nel Cosentino nell’ambito della 61esima edizione della kermesse

di Redazione
26 febbraio 2019
09:04
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Prodotti del territorio
Prodotti del territorio

Carnevale vuol dire anche colori e sapori a tavola. E partendo proprio dalle peculiarità “cromatiche” del territorio calabrese, l’associazione Isf international sommelier foundation della Calabria, promuove due serate di degustazione nel calendario del 61esimo Carnevale di Castrovillari e Festival Internazionale del Folklore, in collaborazione con la cantina “iGreco” di Cariati. Gli eventi si svolgeranno mercoledì 27 febbraio e venerdì 1 marzo a Castrovillari in due location che fanno della ricerca enogastronomica la propria arma vincente.

Gli appuntamenti con la cucina locale

Il primo appuntamento, ricorda una nota stampa, si terrà al ristorante “La Taverna degli Ammirati” e verterà sulle antiche tradizioni della “maialata”. Carne di suino nero di Calabria preparata in tutte le salse dallo chef patron Luigi Ammirati a cui verranno abbinati i grandi vini rossi dalla cantina di Cariati. Come se fosse un raviolo ripieno di ragù “nero” su fonduta di formaggi. Questo il titolo dell’opera d’arte culinaria che darà il via alla cena degustazione accompagnata dal trittico “rosso” Catà-Masino-Tumasu della cantina iGreco, che nell’occasione presenterà anche in anteprima regionale le nuove annate e suggellata dal moto “agGrappatevi” che vedrà il ritorno delle grappe di Calabria in abbinamenti non scontati. Il tutto raccontato sapientemente dal critico, giornalista enogastronomico e assaggiatore Tommaso Caporale, che non è nuovo ad accostamenti sperimentali da sommelier contemporaneo.

 

Durante la seconda serata saranno protagonisti i fritti preparati dalla trattoria Benvenuti a Sud abbinati questa volta alle bollicine metodo classico rosè da gaglioppo e ai nuovi Savù e Filù, rispettivamente rosato 2018 da gaglioppo e bianco 2018 da greco bianco. Anche qui la territorialità che sposa la “super frittura” carnascialesca in un mix allegorico di profumi, colori e gusti, in cui il commensale sarà trasportato con sensualità e maestria. Appuntamenti da non perdere per vivere da un’altra prospettiva una rassegna che ha radici profonde legate indissolubilmente anche alla gola.

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