La forza delle donne: Adelina, 97 anni, il docufilm e l'amore senza tempo per suo marito

La donna, originaria di Santa Maria del Cedro ma nata in Brasile, ha dovuto attendere 20 anni prima di convolare a nozze con il suo Nicolino. A 96 anni è diventata una dei protagonisti di una pellicola proiettata in anteprima a Los Angeles

di Francesca  Lagatta
giovedì 14 marzo 2019
22:05
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Adelina Calderaro
Adelina Calderaro

Adelina Calderaro è nata a San Paolo del Brasile nel luglio del 1921 ma quando aveva 3 anni la sua famiglia, emigrata anni prima, è tornata in Calabria, in un angolo della Riviera dei Cedri dove il confine tra cielo e mare è solo una linea immaginaria. Adelina ha 97 anni, una gran voglia di vivere e una mente ancora lucida, anche se dimentica spesso la pietanza che ha mangiato dieci minuti prima. Ma ricorda perfettamente tutta la sua vita, ogni gioia e ogni dolore che ha scandito la sua esistenza e soprattutto conserva intatto l'amore per suo marito, morto 40 anni fa, di cui, nonostante l'età e gli acciacchi, parla ancora estasiata. La sua è storia struggente, un inno alla vita e all'amore, che commuove e riempe il cuore. 

Una donna d'altri tempi

Nonna Adelina è una di quelle donne con una forza disarmante, una donna che ha vissuto altre epoche e che sembra venire da altri pianeti. Noi l'abbiamo incontrata nella sua casa di Santa Maria del Cedro, dove vive circondata dall'affetto dei suoi cari. In paese la conoscono tutti e recentemente la sua notorietà ha varcato la soglia della Calabria arrivando prepotentemente nell'America a stelle e strisce. Adelina, infatti, è una dei protagonisti di "Cedro&Tarantella", un docufilm del regista statunitense Tim Immordino, girato lungo la costa tirrenica un anno e mezzo fa, presentato in anteprima a un importante festival cinematografico di Los Angeles. Nel cortometraggio, che documenta le tradizioni di una terra fortemente salda alle radici, la 97enne rappresenta la memoria storica e con il suo racconto si fa testimone di una povertà che ai tempi delle guerra sapeva diventare ricchezza grazie all'amore per la famiglia, quando ancora le persone erano al centro del mondo e dei pensieri e le cose erano soltanto oggetti di cui si poteva fare a meno.

L'incontro da bambina con il suo futuro marito

D'altronde l'amore è il sentimento su cui si fonda tutta la vita di Adelina, uno stato d'animo perenne a cui si aggrappa per sopportare i numerosi lutti che deve subire nel tempo, come quello per la prematura morte di suo padre, avvenuta quando lei ha solo 7 anni, o come quando perde prima la sua giovanissima cognata e poi l'adorato fratello. Ma Adelina è una donna che sa sorridere, nonostante tutto, e il destino decide di regalarle una speranza. Non ha ancora compiuto dieci anni, infatti, quando quel giovanotto che coltiva un fazzoletto di terra, proprio accanto a quella di sua proprietà, si dichiara senza fronzoli promettendole amore eterno. Nicolino, questo il nome del ragazzino che le fa battere il cuore, manterrà la parola, ma lei ancora non lo sa e prima di scoprirlo verrà messa a dura prova.

La lontananza e l'altra donna

I primi tempi sono tutti rose e fiori, ma i mesi passano veloci e Nicolino parte per il servizio militare. Le giura giura però che al ritorno la sposerà. Adelina gli crede e attende paziente il suo ritorno, ad ogni lettera ricevuta il cuore le scoppia di felicità. Ma a un certo punto l'idillio viene interrotto da un inspiegabile silenzio. Nicolino non scrive più, non invia più sue notizie. Adelina è angosciata e lo diventa ancora di più quando scopre, dall'oggi al domani, che una bionda sua compaesana è la nuova promessa sposa di Nicolino. A comunicaglielo è la madre del giovane. Adelina è comprensibilmente amareggiata, ma rifiuta la corte di altri giovanotti perché il suo pensiero è rivolto costantemente al suo primo amore. Intanto la sua anziana madre si ammala e lei, che è orfana di padre e i suoi fratelli hanno messo su famiglia, lavora incessantemente per guadagnarsi da vivere. Coltiva i campa, spacca la legna e sbarca il lunario come può. Un atto decisamente rivoluzionario per le donne della sua epoca.

L'inaspettato ritorno

Intanto Adelina si è quasi rassegnata all'idea che Nicolino sia ormai di un'altra donna, quando, sei anni dopo averlo visto per l'ultima volta, accade l'impensabile. Senza preavviso, il giovane piomba a Santa Maria del Cedro e si mette in cerca di Adelina, che quando lo vede lo manda via esortandolo ad andarsene dalla sua nuova fidanzata. Ma Nicolino la prega di ascoltarlo. Quella donna, le dice, non è la sua fidanzata, non lo è mai stata, il fidanzamento era stata un'invenzione di sua madre perché Adelina lo dimenticasse. Nicolina aveva smesso di scrivere perché divenuto prigioniero di guerra ed era stato confinato in Germania, ospite di una famiglia tedesca. Le dice ancora che le persone che lo hanno ospitato avrebbero voluto che sposasse la loro figlia, una donna molto bella, ma non abbastanza da spazzare via i sentimenti che nutre per lei. Da quel giorno Adelina e Nicolino non si sono mai più lasciati e dopo 20 anni di tribolazioni convolano finalmente a giuste nozze, dalle quali nascono tre figli.

«Non c'è un solo giorno in cui non pensi a lui»

Il loro è un matrimonio felice e dura 30 anni prima di essere interrotto bruscamente per una terribile malattia causata dai postumi della guerra. Nicolino si spegne prematuramente sei mesi prima di accompagnare sua figlia all'altare. Ma Adelina non si rassegna a quella perdita e l'amore per l'unico uomo della sua vita resiste anche alla morte. Dal giorno in cui suo marito è venuto a mancare, veste di nero in segno di lutto, da testa a piedi. Unica eccezione, ci tiene a sottolineare, in caso di matrimonio altrui, quando dal total black passa a un abbigliamento di colore blu, rigorosamente scuro. «Non c'è un solo giorno che non penso a lui - dice dolcemente con la voce rotta dall'emozione - e appena posso vado a trovarlo al cimitero. Prima andavo a piedi, ora posso andarci solo se qualcuno mi accompagna». Ma noi vogliamo conoscere il segreto di tanta dedizione: «L'amore va coltivato ogni giorno e poi ci vogliono pazienza e comprensione». Poi gli occhi si fanno lucidi: «Mio marito diceva anche un'altra cosa: una giacca può essere anche bella ma se non è della tua misura è meglio che la butti via. Quando trovi una giacca comoda per le tue forme, ti senti a tuo agio, non vorresti toglierla mai». E, mentre lo dice, una lacrima bagna il suo viso.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.

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