Violenza sessuale, al via il processo per un uomo di Grisolia

I fatti sarebbero accaduto nel febbraio del 2017. La donna ha deciso di denunciare rivolgendosi ad sportello antiviolenza del posto

di Francesca  Lagatta
venerdì 9 novembre 2018
10:16
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Avrebbe costretto una donna di Buonvicino a subire violenza sessuale nel cortile di casa e grazie alla forza e al coraggio di denunciare della presunta vittima, l'uomo, un operaio residente a Grisolia, è caduto nella rete della giustizia. Lo scorso 7 novembre, il tribunale di Paola, nella composizione  collegiale presieduta dal Alfredo Cosenza, alla presenza del pm Esposito, ha rigettato la richiesta di giudizio abbreviato avanzata dal difensore dell’imputato, l'avvocato Antonio Crusco, e ha ammesso le richieste istruttorie, rinviando l’udienza al 27 marzo 2019 per l’audizione dei testi. 

I fatti

Secondo il racconto della donna che avrebbe subito gli abusi, una 55enne residente a Buonvicino, l'episodio risalirebbe al 17 febbraio 2017, quando l'operaio, entrato nel cortile di casa, l'avrebbe costretta a subire atti sessuali, per di più mentre venivano pronunciate frasi la cui natura penale è ancora al vaglio degli investigatori

L'incontro con lo sportello La Ginestra

Dopo un periodo buio, la donna ha deciso di liberarsi di quel peso si è rivolta alla sportello "La Ginestra", il centro antiviolenza nato due anni fa a Diamante, che ben presto si è radicato su tutto il territorio del Tirreno cosentino.  

Qui ha trovato il supporto psicologico di numerosi esperti, ma anche il supporto legale, tanto che ad oggi è assistita da uno degli avvocati dell'associazione, l'avvocato Teresa Sposato, che è anche presidente dello sportello.  

Il commento dell'associazione

«Questo processo è solo uno dei tanti affidati a "La Ginestra" - fanno sapere i componenti -, infatti il prossimo 14 novembre si terrà la seconda udienza del processo a carico di un altro uomo, un diamantese accusato di maltrattamenti aggravati nei confronti della moglie e dei figli minori e come sempre "La Ginestra" sarà accanto alla vittima». 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.

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