Sporcizia e degrado, il grido d'allarme dei residenti delle case popolari di Vena: «Noi abbandonati»

VIDEO | Rifiuti lasciati in strada per giorni, erbacce che coprono i marciapiedi. Questa la fotografia di contrada Vaccaro. Le famiglie non ci stanno: «Il sindaco qui non lo abbiamo mai visto»

di Francesca  Lagatta
23 settembre 2018
14:48
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Topi, serpenti, cani randagi, a ogni ora del giorno e della notte, ma anche rifiuti, erbacce altissime, tombini aperti e buche nell'asfalto larghe e profonde. Nell'area degli alloggi popolari della frazione Vena, a Vibo Valentia, l'incuria e il degrado stanno divorando la dignità delle centinaia di famiglie residenti, generando un crescendo di rabbia e frustrazione.

Una situazione diventata insostenibile, alla quale i condomini non intendono più sottostare e per la quale attaccano l'amministrazione comunale guidata dal primo cittadino Costa. «Il sindaco se ne frega di tutti», dice a chiare lettera un giovane padre, la cui moglie è in attesa del secondo figlio. Poi continua: «Il sindaco non viene mai qui, a vedere cosa accade, e nessuno viene mai a pulire. Io pago tutto, pago le tasse, eppure non ho i servizi che mi spettano». 


Gli fa eco una donna, che ai microfoni di La C News parla quasi rassegnata: «Siamo abbandonati da Dio e del mondo». Perché l'abbandono istituzionale non sarebbe l'unico problema che affligge i condomini di quella zona. «Hanno costruito le case popolari in un posto dove non arrivano nemmeno i bus e molto spesso abbiamo problemi con le condutture idriche. A volte nelle nostre case non arriva acqua e non sappiamo dove lavarci e come fare il bucato». 

I disagi, sempre gli stessi, persisterebbero da anni. Negli ultimi due l'indifferenza istituzionale ha causato danni anche al campetto di calcio dove prima giocavano spensierati i bimbi del quartiere. Ora l'area di gioco è appena visibile dalla strada, perché erbacce e sterpaglie che la circondano sono diventate anche più alte delle porte.
 

Quelle migliaia di metri quadrati di terreno nascondono, a loro volta, altre insidie. Spesso gli abitanti si sono trovati al cospetto di vipere e serpenti, è successo ai bimbi scesi in strada per dare un calcio al pallone. Per questo, soprattutto coloro che abitano ai primi piani, sono costretti a vivere costantemente con porte e finestre chiuse, d'inverno e d'estate, e anche svolgere le quotidiane mansioni domestiche diventa un'impresa. 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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