Vibo Valentia e quelle fermate dell'autobus sotto il sole cocente

VIDEO | I cittadini protestano perché mancano gli arredi urbani funzionali che c'erano un tempo. Dal canto suo il Comune promette che provvederà 

di Agostino Pantano
24 agosto 2019
15:40
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Né pensiline per ripararsi dal sole e dalla pioggia, né panchine ed orari delle fermate segnalati: rimane un calvario quello che a Vibo Valentia deve affrontare chi viaggia con i mezzi pubblici. Le lamentele rimbalzano da una parte all’altra della città, e in questo periodo di vacanze non manca chi – non conoscendo questi disservizi – si trova nella condizione del turista che arriva e alla fermata non trova nessuna informazione. E dire che le pensiline fino a poco tempo fa c’erano, prima che la società Publiemme decidesse di rimuoverle - nel vivo di un contenzioso che priva oggi la città di un arredo urbano gradevole e funzionale – e i cittadini non fanno mistero di provare nostalgia. L’assessore all’Arredo urbano, Giovanni Russo, assicura che si sta lavorando su entrambi i fronti. «Abbiamo una interlocuzione con ferrovie della Calabria – spiega – per rivedere tutto il programma delle fermate e segnalare meglio l’orario delle corse, parallelamente stiamo predisponendo un regolamento che porterà a rimettere ordine alla materia degli arredi, compresa la reinstallazione delle pensiline».    

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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