Traffico di reperti archeologici, arresti e perquisizioni anche in Calabria. Tra gli indagati un docente

Eseguite 12 misure cautelari e 35 perquisizioni nelle province di Crotone, Catanzaro, Reggio e Cosenza. Obiettivo prediletto dei “tombaroli” era il sito archeologico di Capo Colonna

18 gennaio 2017
07:50
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Area archeologica di Capo colonna
Area archeologica di Capo colonna

Dalle prime ore del mattino, i carabinieri del comando Tutela patrimonio culturale stanno eseguendo 12 misure cautelari personali disposte dal gip presso il tribunale di Crotone e 35 perquisizioni nelle province di Crotone, Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza, Catania e Reggio Emilia, nei confronti di ricettatori e soggetti facenti parte di un'organizzazione criminale in grado di gestire tutte le fasi del traffico di reperti archeologici per un giro d'affari di alcuni milioni di euro.

 

Sgominata banda dei “tombaroli”: indagati giudici, avvocati medici e farmacisti

 

Bersaglio prediletto dai "tombaroli" era il sito archeologico di "Capo colonna" a Crotone. Tra le persone arrestate uno stimato docente e, tra gli indagati, diversi professionisti. Sequestrate preziose collezioni con numerosi reperti archeologici di notevole interesse storico-artistico ed elevato valore economico.

 

La “regia” dell’esperto in archeologia dietro il trafugamento dei reperti a Capo Colonna  

 

Francesco Pirillo

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