Tendopoli di San Ferdinando, per lo smantellamento si dovrà attendere

VIDEO | È quanto emerso nell’incontro con il prefetto di Reggio Calabria Michele Di Bari che rassicura: «Resta la nostra priorità»

di Francesco Altomonte
lunedì 4 febbraio 2019
20:11
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Tendopoli di San Ferdinando
Tendopoli di San Ferdinando

La notizia è che non c’è una notizia. Lo smantellamento dei campi migranti dell’area industriale di San Ferdinando è un traguardo al momento difficile da raggiungere. Questo è emerso dall’incontro con la stampa con il prefetto di Reggio Calabria Michele Di Bari tenutosi nel municipio del piccolo centro dell’area portuale. Un incontro nel quale il rappresentante del Governo nella provincia reggina ha relazionato sul vertice appena concluso con il sindaco di San Ferdinando Andrea Tripodi e i rappresentanti delle forze di polizia che gestiscono l’ordine pubblico nei due campi dell’area industriale.

Interventi tampone

Il prefetto Di Bari ha parlato di una serie di interventi che sono stati portati a termine nelle ultime settimane, ma nulla di risolutivo sulla strada del superamento della tendopoli e della baraccopoli. «Oggi abbiamo tentato di fare il punto della situazione – ha detto Di Bari - registrando che molte tende solo usurate e che c’è bisogno di coperte per fare fronte alle condizioni climatiche». Interventi tampone, insomma, che lasciano sostanzialmente immutato il quadro generale. Una situazione di stallo che deve fare i conti con problemi oggettivi di difficile soluzione nel breve periodo.

«Resta la nostra priorità»

«Lo smantellamento di tendopoli e baraccopoli – ha dichiarato il prefetto – resta la nostra priorità. Ci sono problemi di ordine pubblico, di sicurezza, di sanità pubblica e delle persone. Anche dal punto di vista igienico-sanitario stimo tentando di adottare quelle misure necessarie per non fare aggravare la situazione». Un altro tema che non sembra fare registrare passi in avanti è quello del trasferimento dei migranti che ne hanno diritto nei progetti Sprar. «Stiamo cercando di comprendere – ha spiegato Di Bari - se ci sono migranti che vogliano uscire dai campi per entrare nei progetti Sprar». Il prefetto non lo dice apertamente, ma la richiesta si è arenata davanti al netto rifiuto da parte degli immigrati. Nessuno di loro si sente di lasciare i campi per progetti che, nel giro di sei mesi rischiano di farli ritrovare senza un posto dove stare. Inoltre, stando nei campi possono trovare lavoro con maggiore facilità.

L’accoglienza diffusa

Sul tappeto resta la proposta avanzata dalla Regione Calabria sul fondo di garanzia messo a disposizione per il pagamento degli affitti dei migranti che non solo in condizioni economiche per farlo. Una proposta che va verso l’accoglienza diffusa degli immigrati in diversi centri della piana di Gioia Tauro. Un progetto, però, che si scontra con il malumore di molti cittadini che non vogliono migranti nei loro paesi. È il caso che abbiamo documentato sabato scorso, nell’assemblea per la presentazione del “Comitato riutilizzo case vuote”, nel corso della quale alcuni cittadini di San Ferdinando hanno protestato in maniera veemente.

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Francesco Altomonte
Giornalista
Francesco Altomonte è un giornalista attratto dal lato oscuro dell'animo umano. La cronaca nera è la sua passione, per questo motivo è ritornato a vivere in Calabria dopo 12 anni di peregrinazione. Ama leggere, raccontare, investigare. Esattamente in quest’ordine. Per 10 anni è stato redattore nei quotidiani regionali “Calabria Ora” e “Garantista”, nonché corrispondente per agenzie di stampa e giornali nazionali dalla sua terra. Dal 2017 è corrispondente di cronaca nera e giudiziaria, dalla piana di Gioia Tauro, per la “Gazzetta del Sud”.
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