Per colpa degli scafisti ha perso gambe e mani: la vita di Aruona ricomincia in Calabria (VIDEO)

Durante la traversata lo legarono così stretto che gli arti andarono in cancrena. Ora vive in un monastero di Decollatura e lotta per conquistare un’esistenza normale. Ecco la sua storia

di Rosaria Giovannone
21 gennaio 2018
12:58
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Ce la mette tutta Aruona per ricostruire la sua vita a distanza di un anno dal tragico incidente che gli ha causato la perdita delle gambe e delle dita delle mani. A Decollatura, nel monastero Piccola famiglia dell’esodo, dove è stato accolto da Padre Benedetto, il ragazzo tenta di avere una vita normale.

«Usa il tablet, chatta con i suoi amici africani, scrive e tenta anche di andare in bici», afferma sorridendo Padre Benedetto, che poi si rattrista un po’ pensando alla voglia di vivere del 19enne. «È difficile per lui stare fermo, ma ne è costretto - dice il sacerdote -. Deve riposare, sdraiarsi sul letto perché le protesi alle gambe non gli consentono di stare molto in piedi e questo solo a causa degli scafisti. Lui si è impaurito mentre era a bordo del barcone verso l’Italia, che si è spaccato in due a causa dell’alta marea. Per farlo tacere gli hanno legato mani e piedi e lo hanno lasciato nella stiva per 24 ore senza viveri. I nodi però erano troppo stretti».

 

 

Le ferite degli scafisti

Il 16 dicembre del 2016 Arouna arriva in Sicilia. «Le sue condizioni fisiche erano già gravi. Il ragazzo camminava sorregendosi sui gomiti e sulle ginocchia. Le dita delle sue mani e gli arti inferiori erano già in cancrena», dichiara Padre Benedetto e continua: «I sanitari che hanno fatto la prima accoglienza non sono intervenuti, certificando un quadro clinico buono. Il ragazzo è stato messo sul pullman e “spedito” in Calabria».
Ricoverato nell’Unità operativa di Malattie infettive dell’ospedale Pugliese-Ciacco di Catanzaro, è stato accolto al centro polifunzionale della polizia di Stato da padre Benedetto, dell’associazione Piccola famiglia dell’esodo, che lo ospita tutt’ora.

La speranza di una vita normale

«I medici hanno fatto di tutto per evitare l’amputazione. Ha subito diversi interventi ma non c’è stato niente da fare», asserisce il frate. Sulla vicenda era stata aperta un’indagine della Procura. Ad oggi non si conoscono ancora i responsabili.

Arouna, già orfano di padre e madre, era scappato a diciotto anni dalle guerre tribali del Burkina Faso per raggiungere l’Italia. Avrebbe voluto realizzare un sogno: riparare le moto, di cui è appassionato, come meccanico.

«Chissà se un giorno riuscirà -  conclude Padre Benedetto -. Siamo in contatto con un centro di Modena per la ricostruzione delle dita del ragazzo. Intanto abbiamo aperto un conto corrente postale per attivare la macchina degli aiuti ».

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Rosaria Giovannone
Giornalista
Rosaria Giovannone, giornalista professionista, vive a Lamezia Terme. Da anni componente dell’ufficio per le comunicazioni sociali della CEC (Conferenza episcopale calabra) e, dal 2016, scrittrice di Zenit, agenzia di informazione internazionale fondata da San Giovanni Paolo II. Dal 2007 ha maturato esperienza giornalistica in ambito televisivo svolgendo la funzione di caporedattrice e conduttrice del telegiornale per le emittenti televisive Telespazio tv e Calabria tv. Dal 2005 ha collaborato per il quotidiano “La Gazzetta del Sud”, il “Quotidiano del Sud”, il quindicinale “Comunità nuova” e il settimanale “Lamezia Nuova”.   Negli anni ha acquisito esperienza nell’ambito della comunicazione religiosa. Dal 2013 al 2015 è stata conduttrice del programma di approfondimento religioso “Nella fede della Chiesa”, in onda sull’emittente televisiva Padre Pio Tv. Nel 2014 ha ideato e condotto il documentario “Il senso della visita” dedicato alla visita di Papa Francesco a Cassano allo Ionio, in onda sull’emittente televisiva Padre Pio tv. Nel 2011 è stata inviata per il programma dell’emittente regionale Video Calabria, “Lo spazio della carità”, realizzato nell’attesa della visita papale di Benedetto XVI a Lamezia Terme. Nel 2007 ha conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione all’Università "La Sapienza" di Roma.
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