Intascavano contanti simulando acquisti con le multicard, indagati

Appropriazione indebita e ricettazione i reati contestati. Eseguito dai carabinieri il sequesto di beni mobili ed immobili per un valore di 150mila euro  

di Redazione
23 settembre 2019
10:47
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Avevano messo in piedi una truffa perfetta, strutturata in 240 transizioni e fruttata 200.000 mila euro. A manovrarla, con cadenza giornaliera, A.R., 36 anni, D.F, di 33, D.S., di 46, tutti di Polistena ed S.D. 35enne di Melicucco, che, utilizzando carte di credito “multicard”, intestate alla società per la quale lavorava S.C, altro complice, avevano simulavano l’acquisto di carburanti, lubrificanti ed altri prodotti venduti nell’area di servizio dove erano impiegati.

 

I quattro, approfittando della loro funzione professionale, alteravano e falsavano i documenti contabili giornalieri delle società al fine di celare l’ingresso di contanti consegnati dai clienti che nello stesso impianto si rifornivano di carburante, facendo risultare solo le transazioni con la “multicard”.

 

Il sistema ha retto per un anno, ossia sino a quando, a rendersi conto della condotta illecita non è stato il proprietario della struttura, il quale ha immediatamente sporto denuncia alla Compagnia dei carabinieri di Taurianova.

 

La minuziosa e imponente analisi documentale, la visione di videoregistrazioni e le escussioni testimoniali hanno consentito al termine di ricostruire il quadro e di arrivare all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni mobili e immobili, emesso dal tribunale di Palmi su richiesta della locale Procura, a carico di A.R., D.F, D.S., ed S.D., tutti indagati in concorso per i reati continuati e aggravati di appropriazione indebita, ricettazione e indebito utilizzo di carte di pagamento.

 

In particolare sono stati messi i sigilli a 5 autovetture, 2 immobili, un terreno e diversi rapporti finanziari, per un valore complessivo di circa 150.000 euro. Tutti gli indagati dovranno ora rispondere a processo dei gravi reati contestati, con l’aggiunta del rischio della perdita definitiva dei beni ora sequestrati.

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