Sigilli al Pala-Sant'Elia, indagato il gestore dell'impianto

La Procura di Catanzaro ipotizza i reati di apertura abusiva di pubblico spettacolo e inosservanza dei provvedimenti dell'autorità

di Gabriella Passariello
venerdì 20 febbraio 2015
11:41
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Ci sono sviluppi nell'inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro, che ha portato due giorni fa i carabinieri della Compagnia di Pentone con un'ordinanza in mano firmata dal gip del Tribunale a mettere i sigilli al Pala- Sant'Elia. Il sostituto procuratore Graziella Viscomi ha iscritto nel registro degli indagati Antonio Alfieri, gestore dell'impianto, a carico del quale si ipotizzano i reati di apertura abusiva di pubblico spettacolo e inosservanza dei provvedimenti dell'autorità. Secondo le ipotesi di accusa, Alfieri, dal 2014 in poi, avrebbe tenuto aperto il Palazzetto dello sport organizzando e consentendo l'espletamento di partite di calcio a 5 della squadra "Stefano Gallo 79", senza aver rispettato le prescrizioni dell'autorità pubblica, in assenza dei certificati di prevenzione incendi e di agibilità. L'uomo, inoltre, avrebbe violato i decreti del sindaco del Comune di Pentone, con i quali venivano sì autorizzate le gare sportive ma a porte chiuse. In  qualità di gestore del Pala- Sant'Elia, Alfieri avrebbe omesso di adottare idonee misure per tutelare l'incolumità dei lavoratori, utilizzando l'impianto per lo svolgimento di competizioni sportive e per gli allenamenti della squadra, anche con la presenza di pubblico e con notevole incremento del rischio,  senza essere dotato del certificato di prevenzione incendi. Certificato mancante sin dal luglio del 2013, quando l'Amministrazione comunale di Pentone ha concesso in gestione  i locali, ponendo quale obbligo a carico del gestore quello di farsi carico delle spese necessarie per l'ottenimento del C. P. I., prevedendo poi che le stesse fossero defalcate dal canone annuo di locazione dovute all'Ente. 

Gabriella Passariello

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Gabriella Passariello
Giornalista
Impegnata nel settore dell'informazione da undici anni, ha conseguito il titolo di giornalista professionista con una tesi sulla tragedia "del camping le Giare". Ha frequentato la facoltà di giurisprudenza all'Università Magna Graecia di Catanzaro, decidendo poi  di specializzarsi con un master in editoria e comunicazione a Roma. Esperta in cronaca nera e giudiziaria, ha lavorato per diverse testate giornalistiche, dopo una breve parentesi nel 2004 con il "Quotidiano della Calabria", ha  proseguito la sua carriera professionale dal 2005  al 2008 con "Il Domani della Calabria",  nel 2009 con "Gazzetta del Sud" fino ad approdare nel 2010 a "Calabria Ora" poi diventata "l'Ora della Calabria" con la qualifica di redattore ordinario, dove si è occupata fino al 2014 della cronaca giudiziaria locale e regionale. Si è anche occupata di comunicazione ambientale, insegnando nelle scuole dell'hinterland catanzarese e ha ricoperto il ruolo di vice caposervizio per una testata on line "Centrocalabrianews". Alla ricerca di nuovi orizzonti e stimoli professionali è approdata nel mondo televisivo di Lac.

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