Droghe e funghi allucinogeni made in Calabria: a Reggio un laboratorio a conduzione familiare

VIDEO | Con ogni probabilità parte delle sostanze veniva acquistata nei Paesi Bassi. Nel corso delle attività, i finanzieri hanno sequestrato alimenti in cattivo stato di conservazione in un magazzino di famiglia

di Redazione
27 settembre 2019
08:20
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A Reggio scoperto un laboratorio della droga
A Reggio scoperto un laboratorio della droga

Ancora un duro colpo alle organizzazioni criminali dedite alla produzione e al traffico di stupefacenti inferto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria.

Laboratorio della droga

Infatti, a distanza di qualche giorno da altri tre sequestri di sostanze stupefacenti e altrettanti arresti in flagranza di reato operati in città e a Villa San Giovanni (RC) dai Reparti dipendenti dal Gruppo Reggio Calabria, i militari della locale Compagnia territoriale hanno individuato e contestualmente sottoposto a sequestro un vero e proprio laboratorio artigianale “a conduzione familiare” di produzione di “altissima fattura” di droghe sintetiche, funghi allucinogeni e smart drugs. Queste ultime, come noto, sono sostanze che, inducendo un maggiore rilascio di agenti neurochimici (enzimi, ormoni e neurotrasmettitori), incidono sull’apporto di ossigeno al cervello, finendo per alterare i ritmi di crescita nervosa e, di conseguenza, le capacità cognitive. Il novero delle principali smart drugs include l’Lsd, l’amfetamina, la pemolina, la psilocibina e la psilocina.

Gli arresti

In tale cornice, i militari operanti della Compagnia Reggio Calabria hanno proceduto, d’iniziativa, all’arresto in flagranza di reato di due  reggini (A.L.B., cl. ’88 e L.F.L.B., cl. ’91) e alla denuncia a piede libero di altre due persone (G.M.L.B., cl. ’68, e G.L.B., cl. ’60), nonché al sequestro, tra l’altro, di oltre 180 grammi di funghi allucinogeni (con relativo kit di coltivazione e spore pronte per la coltura), sei bilancini di precisione perfettamente funzionanti, due tritaerba, oltre 11 grammi di pastiglie e capsule gastroresistenti contenenti amfetamina e derivati dell’oppio, 140 grammi di marijuana e oltre 1.000 euro in contanti (ritenuti essere, per le modalità di occultamento, il profitto del reato di spaccio di sostanze stupefacenti).

I dettagli dell’operazione

Nello specifico, l’operazione repressiva in argomento si inserisce nell’ambito di un più ampio piano straordinario di controllo economico-finanziario del territorio, disposto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, eseguito mediante penetranti e pianificate attività di monitoraggio delle aree e degli snodi stradali, ferroviari e marittimi maggiormente a rischio, nonché delle attività commerciali presenti sull’intero territorio della provincia, preventivamente oggetto di specifiche analisi e selezione.

In particolare, a seguito di attento monitoraggio info-investigativo, operato anche attraverso la consultazione delle banche dati in uso al Corpo, una pattuglia delle Fiamme Gialle, al fine di prevenire e reprimere il traffico illecito di droghe leggere e sintetiche, procedeva all’effettuazione di una perquisizione d’iniziativa presso l’abitazione di A.L.B., ritenendo, anche in ragione dei suoi precedenti specifici, che lo stesso potesse detenere, ai fini dello spaccio, della sostanza stupefacente.

Durante le prime operazioni di perquisizione, i finanzieri rinvenivano e ponevano sotto sequestro circa 50 grammi di marijuana, oltre 10 grammi di funghi allucinogeni, oltre 11 grammi di pastiglie e capsule gastroresistenti contenenti amfetamina, 2 bilancini di precisione perfettamente funzionanti e due tritaerba.

Veniva, inoltre, rinvenuta una busta postale aperta proveniente da Amsterdam (Olanda), priva dell’indicazione del mittente e indirizzata all’esercizio commerciale presso il quale A.L.B. prestava la sua attività lavorativa.

Le altre perquisizioni

Un’altra pattuglia delle Fiamme Gialle reggine, a questo punto, procedeva all’effettuazione di una seconda perquisizione d’iniziativa presso la sede del suddetto esercizio commerciale, rinvenendovi e ponendo sotto sequestro 1 fungo allucinogeno, 1 bilancino di precisione perfettamente funzionante e 400 euro in contanti (ritenuti essere, per le modalità di occultamento, il profitto del reato di spaccio di sostanze stupefacenti).

I militari operanti, quindi, viste anche le dichiarazioni rese dal giovane, nonché il palpabile nervosismo manifestato dal fratello dello stesso, presente alle operazioni di perquisizione dell’esercizio commerciale, estendevano le attività anche nei confronti di quest’ultimo.

Venivano effettuate, pertanto, due ulteriori perquisizioni nelle abitazioni nella disponibilità di L.F.L.B., che consentivano il ritrovamento di un vero e proprio laboratorio di produzione di droghe sintetiche, funghi allucinogeni e smart drugsAll’esito delle nuove perquisizioni venivano posti sotto sequestro, infatti, a carico di L.F.L.B., oltre 90 grammi di marijuana, oltre 170 grammi di funghi allucinogeni, tre involucri contenenti delle spore di funghi allucinogeni, 1 kit di coltivazione per funghi allucinogeni, una pastiglia di derivati dell’oppio, tre bilancini di precisione perfettamente funzionanti, oltre 600 euro in contanti, nonché un ingente quantitativo di altre sostanze che, consapevolmente miscelate tra loro, possono essere utilizzate per la produzione di sostanze stupefacenti.

Questa ipotesi investigativa, avallata dal rinvenimento di materiale di coltivazione di funghi allucinogeni e di produzione di droghe sintetiche, consentiva di ipotizzare, unitamente alla circostanza del ritrovamento della menzionata busta postale aperta proveniente da Amsterdam (Olanda), che le sostanze illecite fossero acquistate dai Paesi Bassi.

Venivano infatti ispezionati (e successivamente sequestrati) i dispositivi elettronici in uso ai due fratelli, sui quali veniva ritrovata la cronologia degli ordini online effettuati dai due, aventi a oggetto sostanze provenienti dall’Olanda. Al termine delle operazioni, ambedue venivano tratti in arresto in flagranza di reato e venivano posti agli arresti domiciliari, così come disposto dal Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, prontamente notiziato degli eventi. In sede di svolgimento del rito direttissimo venivano convalidati gli arresti eseguiti e veniva disposta la misura cautelare personale coercitiva degli arresti domiciliari.

Alimenti in cattivo stato di conservazione

Durante le operazioni di perquisizione dell’esercizio commerciale a conduzione familiare ove A.L.B. prestava la propria attività lavorativa, veniva inoltre accertato che nel magazzino fossero detenuti, in stato di alterazione e di cattiva conservazione, in violazione della normativa igienico-sanitaria relativa alla produzione e alla vendita di sostanze alimentari e di bevande, oltre 2.700 grammi di preparato per pasticceria, oltre 2.700 grammi di granella di nocciola, oltre 2.000 grammi di confetti di vario assortimento, oltre 12 kilogrammi di farina di semola di grano duro, circa 1.000 grammi di cannella in polvere e circa 600 grammi di mandorle affettate: a seguito dell’interessamento dei competenti funzionari della locale Azienda Sanitaria Provinciale, tutto ciò veniva posto sotto sequestro e si procedeva alla denuncia a piede libero di due persone (G.M.L.B. e G.L.B.).

Il nome dell’operazione eseguita, “Smetto quando voglio”, prende spunto dall’omonimo film del 2014 perché i soggetti coinvolti nella presente operazione, esattamente come i protagonisti dell’opera cinematografica, si dedicavano in proprio alla produzione, oltre che allo spaccio, di sofisticate smart drugs.

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