Sanità cosentina, rinviati a giudizio cinque dirigenti medici

NOMI | I camici bianchi sono accusati di abuso d'ufficio e falso ideologico in due diversi filoni d'inchiesta

di Francesca  Lagatta
lunedì 3 dicembre 2018
21:04
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Abuso d'ufficio e falso ideologico commesso da un pubblico ufficiale. Con queste accuse cinque dirigenti medici dell'Azienda sanitaria provinciale e Azienda ospedaliera di Cosenza, oggi sono stati rinviati a giudizio dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Cosenza, Francesco Luigi Branda.
Per Remigio Magnelli, Vincenzo Scoti, Luigi Palumbo, Gianfranco Scarpelli e Mario Veltri le porte delle aule di tribunale si apriranno ad aprile 2019, quando questi dovranno necessariamente affrontare il processo.

La vicenda

Sebbene siano finite in un unico procedimento penale, le vicende riguardano due diversi filoni d'inchiesta. A Magnelli, Scoti, Palumbo e Scarpelli i giudici contestano gli spostamenti relativi a due ginecologhe, originariamente in servizio all'ospedale di Acri, poi assegnate in modo temporaneo all'ospedale di Cosenza grazie a una serie di delibere contrastanti.

Per Veltri, invece, per cui si esclude l'ipotesi di reato di falso ideologico, le accuse vengono formulate perché, nella sua qualità di direttore sanitario dell'Azienda ospedaliera di Cosenza assegnava in regime di straordinario all'Unità farmaci un'infermiera in regime ordinario presso Unità operativa complessa di Otorinolaringoiatra dell'Azienda ospedaliera di Cosenza senza alcun provvedimento formale e in assenza dei requisiti di istruzione e di abilità operativa. Così è scritto nel decreto di fissazione dell'udienza preliminare, firmata dal Gip Branda lo scorso 7 giugno. 

 

Gli esposti all'origine dell'inchiesta

Tutto ha avuto inizio quando tre medici del Cosentino hanno inoltrato una serie di esposti alla Procura, ritenendo di essere stati danneggiati dalla decisioni assunte dai loro superiori nei confronti delle colleghe ginecologhe.
Contemporaneamente, della controversa vicenda si sono fatti carico in Parlamento alcuni rappresentanti del M5s.

 

L'interrogazione al ministro

I parlamentari Morra, Donno, Fucksia, Paglini, Catalfo, Bertorotta, Moronese, Puglia e Gaetti, durante la seduta n° 436 del 23 aprile 2015 hanno depositato una interrogazione parlamentare al ministero della Salute e, ricostruendo l'intera vicenda, hanno chiesto di fare luce.

Gli atti non sono rimasti solo negli uffici dell'allora ministra Beatrice Lorenzin, bensì sono stati inviati anche alla Procura della Repubblica di Cosenza, che ha immediatamente aperto un fascicolo affidando le indagini al pubblico ministero Domenico Frascino.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.

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