Roccaforte del Greco, sequestrate 3 mila piante di marijuana

Erano controllate da telecamera ad infrarossi a visione notturna. Avrebbero fruttato circa 10 milioni di euro

 

di Redazione
giovedì 12 luglio 2018
08:52
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Maxi-piantagione nel Reggino
Maxi-piantagione nel Reggino

 A seguito di approfondite indagini in materia di lotta al traffico di sostanze stupefacenti, condotte autonomamente dalle fiamme gialle della compagnia di Melito Porto Salvo, anche mediante l’ausilio degli elicotteri della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Lamezia Terme (CZ) per la precisa identificazione dell’area, è stata individuata e, successivamente, sottoposta a sequestro - in un terreno sito nel comune di Roccaforte del Greco (RC) - una estesissima e rigogliosa piantagione di cannabis del tipo “skunk”.

 

La “puzzola” (traduzione in italiano del termine “skunk”), così denominata per il suo odore molto pungente, è un incrocio delle due tipologie di marijuana, sativa e indica, ed è ottenuta fondendo le linee genetiche native del Messico (acapulco gold), della Colombia (colombian gold) e dell’Afghanistan. Le oltre 3000 piante rinvenute, in ottime condizioni vegetative, molto ben nascoste all’interno di un fitto roveto - in alcune parti alto più di 2 metri - e da alberi ad alto fusto, sono di altezza media superiore a un metro e mezzo. Il quantitativo sequestrato, dal quale si sarebbero potuti ricavare circa 1500 chilogrammi di sostanza stupefacente tipo marijuana, sul mercato avrebbe consentito un ingente quanto illecito introito alla criminalità organizzata della zona.

Si stima infatti che, una volta ceduto al dettaglio ai consumatori finali, avrebbe consentito di ottenere un ricavo di circa 10 milioni di euro. Oltre all’ingente quantitativo di stupefacente, è stato sottoposto a sequestro l’intero impianto di irrigazione c.d. “a goccia”, costituito da tubi in gomma pvc per un totale di circa 800 mt. Inoltre, sono stati sequestrati alcuni attrezzi agricoli, una vasca in materiale plastico tipo piscina e due timer per l’apertura/chiusura dell’impianto dell’acqua. La piantagione era peraltro sottoposta a “controllo” grazie all’occultamento di una fotocamera da caccia a infrarossi a visione notturna che, scattando in automatico eventuali passaggi di soggetti in movimento nella zona, avrebbe consentito ai gestori di apprendere se qualcuno si fosse recato in loco.

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