Stroncato da un malore mentre è interrogato in Tribunale

È successo a Reggio Calabria. Il 62enne è deceduto mentre si trovava di fronte al giudice Pirruccio. La Procura ha aperto un fascicolo d’inchiesta

di C. M.
venerdì 14 settembre 2018
10:26
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Il Tribunale di Reggio Calabria
Il Tribunale di Reggio Calabria

Un malore lo ha stroncato mentre provava a difendersi dall’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Così è morto ieri Francesco Naccarato, 62 anni, deceduto improvvisamente all’interno del Tribunale di Reggio Calabria. L’uomo, arrestato il giorno prima dai carabinieri, è crollato mentre si trovava di fronte al giudice Paolo Pirruccio che aveva il compito di vagliare le accuse mosse a suo carico dai militari dell’Arma. Proprio loro, fra l’altro, sono stati i primi a tentare i soccorsi, una volta intuito cosa stava capitando a Naccarato, che era difeso dagli avvocati Mariateresa e Demetrio Pratticò. Vani i tentativi di rianimarlo da parte di un medico presente nei locali del Cedir, così come quello dei sanitari del 118. Sulla morte di Naccarato, la Procura ha aperto un fascicolo affidato al pm di turno Diego Capece Minutolo, intervenuto poco dopo per constatare il decesso. Al sostituto procuratore il compito di comprendere se ci sia stato qualche ritardo nel prestare soccorso a Naccarato.

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C. M.
Giornalista
Consolato Minniti nasce a Reggio Calabria nel 1983. Sin da bambino mostra la sua passione per il giornalismo, rubando la macchina da scrivere alla mamma, per passare intere ore a imprimere sui fogli bianchi i suoi primi articoli “a colonne”.   La seconda guerra di ‘ndrangheta, vissuta negli anni dell’infanzia, lo porta a confrontarsi sin da subito con la piaga della criminalità organizzata. Durante uno dei tanti agguati, riesce a portarsi in salvo appena in tempo con la sua famiglia, prima che la scarica di piombo finisca una delle vittime predestinate, proprio davanti all’uscio di casa sua. È per questo che le letture approdano presto ai quotidiani locali e nazionali.   Inizia a collaborare a 19 anni con “Il Domani”, ma è nel 2006 che avvia la sua prima vera esperienza giornalistica di livello con il quotidiano “Calabria ora”. Dapprima collaboratore per la città di Reggio Calabria, un anno dopo diviene redattore ordinario e avvia il percorso che lo vede protagonista sino ad oggi, ossia quello riguardante la cronaca nera e giudiziaria. È quello il settore al quale decide di dedicarsi, consapevole del fondamentale ruolo giocato dal giornalismo d’inchiesta nel contrasto alla ‘ndrangheta.   Nel 2012 viene nominato caposervizio della redazione di Reggio per “Calabria ora”, ruolo che conserva sino alla chiusura del quotidiano nel frattempo divenuto “L’Ora della Calabria”. Nel 2014 approda al “Garantista”, sempre con la qualifica di caposervizio. Collabora con testate nazionali quali “L’Espresso” e “L’Avvenire”.

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