Quasi uccisa dall’ex marito, la forza di Maria Antonietta: «Voglio denunciare»

La 42enne aggredita ieri a Reggio Calabra dall’uomo ha riportato gravi ustioni ed è attualmente ricoverata a Bari. Intanto proseguono serrate le ricerche

di Angela  Panzera
13 marzo 2019
17:10
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«Fatemi parlare con la polizia, voglio fare un esposto». Nonostante le rilevanti ustioni riportate e le sue condizioni fisiche siano molto gravi, Maria Antonietta Rositani non perde il suo grande coraggio e la determinazione nell’affidarsi alle forze dell’ordine. L’infermiera 42enne è ricoverata da ieri mattina all’ospedale di Bari e queste parole le ha pronunciate a Giuseppe Giudice, direttore del nosocomio, e allo staff dei medici che la stanno curando. La donna è ricoverata nel capoluogo pugliese dopo che il marito, Ciro Russo, 42 anni anche lui, ha tentato di ucciderla dandole fuoco con della benzina. L’episodio è avvenuto, intorno alle ore 8,40 in via Frangipane, periferia sud di Reggio Calabria. Russo è ancora ricercato dagli agenti della squadra Mobile della Questura reggina che insieme a quelli della Squadra “Volanti” stanno setacciando l’intero territorio della città per scovarlo e assicurarlo alla giustizia. Maria Antonietta Rositani, come riferito dal direttore Giudice, alla trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha visto” «è vigile e le sue condizioni sono stabili, ma le ustioni possono degenerare, basti pensare alle infezioni che possono creare uno choc settico. La prognosi non verrà sciolta prima di un lungo periodo- ha sottolineato il direttore».

La 42enne ha ustioni su oltre il 70 per cento del corpo e a destare maggiore preoccupazioni ai sanitari sono quelle al viso. È già stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. «Abbiamo fatto un trattamento innovativo, ha spiegato il direttore Giudice - che ci consentirà di avere una guarigione migliore». Il prossimo bollettino medico, sul suo stato di salute, verrà reso noto venerdì. Dalle sue prime parole quindi, emerge la grande forza di volontà di continuare a denunciare le violenze subite dal marito. Violenze che ieri sono sfociate in un crudele tentativo di omicidio. Russo, che è evaso dagli arresti domiciliari che stava scontando ad Ercolano, comune del napoletano dove abita la sua famiglia di origine, era stato arrestato nel gennaio dello scorso anno, con l’accusa di stalking e maltrattamenti in famiglia perpetrati nei confronti della Rositani da cui si stava separando. Nell’ottobre scorso il gip ha sostituito la misura cautelare e dal carcere l’uomo è passato ai domiciliari. In tutti questi mesi, come si legge dalla sua pagina Facebook, non si era rassegnato alla fine del loro matrimonio. Ieri mattina poi, si sarebbe dovuta svolgere un’udienza, molto delicata, della loro causa di separazione ma Maria Antonietta in Tribunale non arriverà mai. Russo ha percorso oltre 400 chilometri e si è appostato in via Frangipane, via limitrofa a quella dove abita la donna, l’ha prima speronata con la propria auto, una Hyundai di colore grigio scuro, ha aperto lo sportello dell’auto su cui la moglie viaggiava e successivamente l’ha cosparsa di liquido infiammabile e le ha dato fuoco. Una vendetta, secondo gli investigatori, premeditata in ogni minimo dettaglio.

Gli agenti della Scientifica troveranno a pochi metri dall’auto di Maria Antonietta Rositani proprio la tanica di benzina che Russo aveva portato con sé. L’uomo è considerato molto pericoloso, non solo per il gesto perpetrato ieri, ma anche per la serie di comportamenti persecutori che avrebbe perpetrato nell’ultimo anno, ed è per questo che gli agenti della Questura reggina stanno piantonando, 24 ore su 24, i figli della coppia, di 19 e 9 anni, nonché la famiglia Rositani. Il fratello di Maria Antonietta, Danilo, sul social netwoork Facebook ha rotto il silenzio rivolgendole un messaggio. «Lotta come hai fatto fino ad ora sorella mia tutto passa... pagherà per quello che ti ha fatto quel bastardo... sono sicuro che le forze dell'ordine faranno il loro dovere». Parole comprensibilmente dure, quelle esternate dal giovane, nei confronti del cognato, ma da cui trapela comunque la massima fiducia nell'operato della Polizia reggina.

 

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