Psicosi da crollo, il terrore di una bimba che vive sotto il viadotto di Pizzo - VIDEO

Dopo la tragedia di Genova i cittadini non si sentono al sicuro. La situazione è sotto controllo ma il “ferro a vista” non lascia dormire sonni tranquilli agli abitanti dei tanti edifici costruiti sotto la struttura

di Alessio Bompasso
17 agosto 2018
11:49
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Il viadotto di Pizzo
Il viadotto di Pizzo

La psicosi da crollo contagia anche il Vibonese. Decine le case costruite sotto il viadotto dell'Angitola, conosciuto anche come ponte San Francesco,  che collega lo svincolo autostradale di Pizzo a quello di Sant'Onofrio. La struttura è stata eretta negli anni '60. Oggi, dopo la tragedia che ha colpito il colosso di Genova rivelandone i piedi d'argilla, i cittadini che abitano all'ombra del viadotto hanno paura. Un ponte a cui - si vede a occhio nudo- mancano cura e manutenzione. 

 

Gli abitanti parlano di paura e preoccupazione. Soprattutto perché in alcuni punti la struttura dei piloni appare deteriorata. Le componenti in ferro a vista, il calcestruzzo sgranato. Non è un'immagine che offre sicurezza. Non dà l'impressione di una struttura solida. Perfino agli occhi di un bambino.

 

Parliamo con Roberta. Otto anni. Nome di fantasia. Abita con la famiglia ai piedi del viadotto dell’Angitola. Ha paura Roberta che quel ponte le crolli addosso cancellando la sua famiglia. Se, fino a qualche giorno fa quelle colonne spaccate con ferro a vista non sapeva neppure cosa fossero, oggi, dopo Genova, sì.


Ha sentito mamma e papà che dicevano che anche il “Morandi” aveva quelle crepe prima che cadesse. Anche il “Morandi” faceva rumore ad ogni macchina che passava. Come quello che rimbomba ad ogni veicolo che attraversa il tratto vibonese dell’autostrada del Mediterraneo, e che non la fa dormire la notte. Adesso, come mai? Suggestione? È chiaro. Sicuramente il ponte dell’Angitola non cadrà, nonostante abbia bisogno di evidenti lavori di manutenzione. Ma il terrore negli occhi di una bambina non dovrebbe leggersi mai. Mai. 

 

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Alessio Bompasso
Giornalista
Alessio Bompasso è nato il 2 agosto del 1983 a Vibo Valentia. Da “grande” sognava di fare il giornalista ed entrare nelle case dei calabresi per raccontare le notizie giornaliere. Il sogno si è trasformato in realtà, approdando a Rete Kalabria (ora LaC) nel 2008. Il suo appeal da “normal person” lo rende tra i più apprezzati anchorman calabresi. Non ama prendersi troppo sul serio, ma quando si parla di sport si trasforma in una “macchina da guerra” (questo è il suo soprannome nell’ambiente). Sorriso smagliante e ritmo tambureggiante, le sue armi principali. Cocciuto e puntiglioso, i suoi difetti. Calcio e pallavolo, i suoi punti di forza ( ha  praticato entrambe le discipline ma non è mai stato un fenomeno, da li la scelta, più azzeccata, di raccontare lo sport attraverso le colonne di un quotidiano o le immagini della Tv). Ama le statistiche e nei suoi articoli non disdegna di inserirle qua e là. Dal 2013 è corrispondente sportivo, dalla provincia di Vibo Valentia, per la “Gazzetta del Sud”. Ha avuto il pregio e l’onore di ricevere parecchi riconoscimenti in giro per la Calabria, ma, il suo premio più importante lo ritira ogni giorno, entrando, in punta di piedi, nelle case dei calabresi. Come sognava di fare da “grande”. Mail: bompasso@lactv.it
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