Processo Due Mari, domiciliari a Palmisano nonostante condanna a 12 anni

Il giovane è stato ritenuto colpevole di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga. La Corte d'Appello ha accolto l'istanza avanzata dai difensori Martino e Bavaro 

di Redazione
26 maggio 2019
15:53
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La corte di Appello di Reggio Calabria ha scarcerato Bruno Palmisano, detenuto da pochi giorni nel carcere di Locri, e condannato a 12 anni di carcere per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga, in Costarica, con l'aggravante dell'ingente quantità.

Il giovane era stato arrestato 25 giorni fa in esecuzione di un provvedimento della Corte di Cassazione, emesso dopo la scarcerazione da parte del gip nel 2017, poichè era stato accolto l'appello del pubblico ministero. Con la decisione della Suprema Corte il giovane, detenuto ai domiciliari, era stato tradotto nuovamente in carcere. Sino a ieri, cioè fino a quando la Corte di Appello ha accolto la nuova richiesta di concessione degli arresti domiciliari avanzata dai difensori Marco Tullio Martino, coadiuvato dalla collaboratrice di studio Elisa Marcianò, ed Alessandro Bavaro i quali, in un'articolata istanza hanno dimostrato come non fossero più sussistenti le ragioni per la detenzione in carcere. In particolare i legali hanno rimarcato il tempo già trascorso dal Palmisano in regime di arresti domiciliari, durante i quali aveva goduto di permessi ed autorizzazioni (anche a contrarre nozze) tenendo sempre una condotta irreprensibile, nonchè la giovane età, l'assenza di precedenti e il ruolo comunque marginale che lo vedeva accusato in uno solo dei numerosi episodi di traffico in contestazione nell’intera operazione. I penalisti hanno poi neutralizzato in punto di attualità delle esigenze cautelari la pronuncia negativa della Suprema Corte che tuttavia, a causa del lunghissimo tempo trascorso per la celebrazione dell’appello cautelare, oltre un anno e mezzo, si era espressa nell'aprile scorso  sull’esistenza di esigenze cautelari, o meno ravvisate, come affievolite già nel luglio del 2017. Il giovane, nativo di Natile di Careri, ha lasciato quindi ieri pomeriggio la casa circondariale di Locri.

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