Politici arrestati, Nicolò si difende davanti al gip: «Estraneo alla mafia»

In queste ore gli indagati stanno provando a chiarire le contestazioni mosse. In molti hanno risposto, altri hanno preferito il silenzio

di Consolato Minniti
1 agosto 2019
19:02
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Alessandro Nicolò
Alessandro Nicolò

Sono in corso in queste ore gli interrogatori delle persone tratte in arresto nell’ambito dell’inchiesta “Libro nero”. A partire da questa mattina, gli indagati si sono presentati davanti al gip per provare a chiarire le contestazioni loro mosse. In molti hanno risposto, altri hanno preferito il silenzio.

 

Ha risposto alle domande il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Nicolò che, difeso dall’avvocato Corrado Politi, ha spiegato come, contrariamente a quanto sostenuto dalla Dda, lui sia estraneo all’associazione mafiosa.

 

A rispondere agli interrogatori fiume dei pubblici ministeri anche i fratelli Francesco e Demetrio Berna, Saverio Pellicanò, Rosa Libri e Giuseppe Demetrio Tortorella.

 

Gli indagati La Porta e Serranò, difesi dall’avvocato Lorenzo Gatto, hanno respinto le accuse. Il primo ha dichiarato che il pentito De Rosa aveva con lui un debito non onorato, allegando anche documentazione. Serranò ha negato di aver mai avuto qualcosa da spartire con i Libri.

 

Gli interrogatori proseguiranno sino a tarda serata per tutti gli altri indagati.

 

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Consolato Minniti
Giornalista
Consolato Minniti nasce a Reggio Calabria nel 1983. Sin da bambino mostra la sua passione per il giornalismo, rubando la macchina da scrivere alla mamma, per passare intere ore a imprimere sui fogli bianchi i suoi primi articoli “a colonne”.   La seconda guerra di ‘ndrangheta, vissuta negli anni dell’infanzia, lo porta a confrontarsi sin da subito con la piaga della criminalità organizzata. Durante uno dei tanti agguati, riesce a portarsi in salvo appena in tempo con la sua famiglia, prima che la scarica di piombo finisca una delle vittime predestinate, proprio davanti all’uscio di casa sua. È per questo che le letture approdano presto ai quotidiani locali e nazionali.   Inizia a collaborare a 19 anni con “Il Domani”, ma è nel 2006 che avvia la sua prima vera esperienza giornalistica di livello con il quotidiano “Calabria ora”. Dapprima collaboratore per la città di Reggio Calabria, un anno dopo diviene redattore ordinario e avvia il percorso che lo vede protagonista sino ad oggi, ossia quello riguardante la cronaca nera e giudiziaria. È quello il settore al quale decide di dedicarsi, consapevole del fondamentale ruolo giocato dal giornalismo d’inchiesta nel contrasto alla ‘ndrangheta.   Nel 2012 viene nominato caposervizio della redazione di Reggio per “Calabria ora”, ruolo che conserva sino alla chiusura del quotidiano nel frattempo divenuto “L’Ora della Calabria”. Nel 2014 approda al “Garantista”, sempre con la qualifica di caposervizio. Collabora con testate nazionali quali “L’Espresso” e “L’Avvenire”.
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