Paola, rapina a casa Ferrari: «Ho avuto paura per i miei figli»

VIDEO | I due adolescenti, di 15 e 13 anni, hanno atteso l'arrivo del papà chiusi nella loro cameretta. I ladri hanno agito in pieno giorno a volto scoperto. La testimonianza del consigliere comunale: «Ho temuto un sequestro»

di Francesca  Lagatta
martedì 4 giugno 2019
12:58
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L’ingresso che conduce all’abitazione
L’ingresso che conduce all’abitazione

L'episodio della rapina a Paola in casa del consigliere comunale Basilio Ferrari, avvenuta domenica alle 11:30 del mattino, non è chiaro. Non ha avuto modalità e tempistiche di una comune rapina e le perplessità aumentano di ora in ora. L'ex sindaco di Paola è ancora provato ma il suo racconto alla nostra redazione è nitido e non ha nessuna paura di denunciare. D'altronde il coraggio è nel dna di famiglia, dal momento che se tutto è filato liscio, almeno per quanto riguarda l'incolumità di tutti, è grazie alla lucidità e al sangue freddo dei figli, di 13 e 15 anni, che al momento della rapina erano soli in casa e hanno lanciato l'allarme, costringendo i 4 balordi a lasciare il piano criminale prima ancora che potessero raggiungerli nella stanzetta nella quale si erano nascosti.

Viso scoperto e passo lento

Quanti sono i ladri che di domenica mattina, a volto scoperto (e non coperto da passamontagna come trapelato in un primo momento) in una via abitata e trafficata di una zona popolosa, prima di svaligiare una casa suonano al citofono? Ebbene, questi criminali l'hanno fatto e non è l'unica stranezza della vicenda degna di nota. Secondo la ricostruzione resa alle forze dell'ordine, i quattro, non ricevendo risposta, hanno dapprima forzato il cancello con il piede di porco, mentre i ragazzini osservavano terrorizzati la scena dal piano superiore, poi hanno distrutto l'inferriata al piano terra con una flash o una fiamma ossidrica, in un punto che è completamente visibile da più case, tutte abitate. Anche il complice era ben visibile in una Golf nera parcheggiata in una piazzola che è praticamente adiacente all'abitazione. Poi i ladri hanno sono entrati in casa e si sono diretti alla cassaforte, dalla quale hanno trafugato soldi e oggetti di valore. Il tutto è accaduto in soli 8 minuti, perché i messaggi dei ragazzi al piano di sopra hanno sollecitato l'intervento del papà, il quale a sua volta ha immediatamente chiesto l'aiuto delle forze dell'ordine.

Hanno tentato di investirlo

Sul posto è arrivato per primo Basilio Ferrari e quando il criminale nell'auto l'ha visto, ha cercato di investirlo, con almeno due manovre. Le urla hanno costretto i balordi che erano ancora dentro a interrompere le operazioni e si sono diretti verso il complice, che li aspettava a motore acceso, con una calma che non è tipica di chi ha paura di essere braccato dalle forze dell'ordine, a passo lento, e con una pistola puntata al padrone di casa, che era disarmato e terrorizzato. Poi sono scappati via a bordo del mezzo percorrendo una strada molto stretta. Se la polizia li avesse incrociati lì, su quelle poche centinaia di metri, sarebbe potuto nascerne un conflitto a fuoco. La rapina, per la terza volta, sarebbe potuta finita in strage.

«Li ho visti in faccia»

Il volto dei malviventi era di colore scuro, quasi marrone, ricorda Ferrari, ma era come se avessero del trucco, tipo del fard o della terra. Ma c'è un altro indizio. Chi ha parlato durante lo scontro verbale aveva un accento tipico dell'est Europa, anche se non è difficile credere che nella vicenda possa esserci lo zampino di qualcuno del posto o che comunque conosceva bene la posizione sociale delle vittime designate, strade, orari e spostamenti. Il consigliere comunale e sua moglie, infatti, erano usciti da pochi minuti per delle compere e sarebbero rientrati poco dopo.

«Ho temuto un sequestro»

Quando Basilio Ferrari ha letto il messaggio di allerta dei suoi figli è rimasto di stucco: «Non provi niente, non provi paura, non provi terrore, sei come anestetizzato». Il suo unico pensiero era quello di andare a salvare i suoi ragazzi. «Negli 8 minuti che ho impiegato per arrivare a casa mia ho pensato di tutto. Non mi importava dei gioielli e non mi importava dei soldi che avrebbero potuto rubare e che stranamente erano a casa perché il giorno dopo avrei dovuto pagare delle bollette. Ho pensato solo ai miei figli, ho pensato che qualcuno volesse portarli via, ho pensato a un sequestro. L'auto dei ladri aveva i finestrini scuri e quando sono arrivato davanti al cancello ho pensato che erano lì dentro. Sono stati attimi terribile. Ma poi per fortuna ho alzato gli occhi al cielo e ho visto i miei figli che mi salutavano, che stavano bene. Mi sono detto che avrei dovuto resistere. Sono rimasto immobile. I tre che erano ancora in casa mi sono passati vicino, mi hanno puntato la pistola, ma non ho reagito, i miei figli stavano guardando».

Cosa stavano cercando?

Di sicuro c'è che hanno portato via del denaro contante e degli oggetti di valore, ma è proprio tutto ciò che cercavano? «Non lo so - ha detto Ferrari -. Sinceramente sono perplesso e i dubbi sono tanti. Perché bussare il campanello prima di una rapina? Perché agire alle 11:30 di mattina? Perché quel passo felpato dopo essere stati scoperti? Chi erano quelle persone?». A tutte queste domande proveranno a rispondere gli uomini del Commissariato della Polizia di Paola, che sono giunti sul posto tempestivamente e che hanno avviato controlli a tutto spiano per risalire all'identità dei 4 malviventi. «Sono fiducioso - ha detto in ultimo l'uomo -, so che le indagini saranno effettuate in modo scrupoloso».

 

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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