Paola, incendiata l'auto di un dipendente della cooperativa Multiservizi

L'auto era parcheggiata in una zona in pieno centro abitato e solo l'intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha scongiurato altri danni

di Francesca  Lagatta
giovedì 11 ottobre 2018
15:34
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È accaduto due notti fa, quando la città del santo dormiva e le tenebre facilitavano le azioni beffarde. Un'auto è stata data alle fiamme, probabilmente da mano dolosa, ed è andata completamente distrutta, come il morale di chi un bel mattino si sveglia e non sa più chi si nasconde davvero dietro volti delle persone che incontra ogni giorno. L'episodio, portato alla luce dalla stampa locale, si è verificato a Paola e l'involontario protagonista della vicenda è il presidente della cooperativa "Multiservizi", la società che negli ultimi tempi è stata incaricata di supportare le attività di ordinaria amministrazione controllando il corretto funzionamento dei contatori dell'acqua della cittadina, al fine di scongiurare anomalie e abusi e soprusi sulla rete idrica.

Gli inquirenti non si sono ancora ufficialmente pronunciati, ma sulla natura criminale dell'evento non avrebbero dubbi. I motivi sarebbero da imputarsi all'attività lavorativa dell'uomo, proprietario dell'Alfa Romeo incendiata. 

 

La solidarietà del Comune di Paola e di Ecotec (Servizio Idrico Integrato)

«La mano criminale che ha dato alle fiamme l’auto – si legge nella nota congiunta –, non fermerà la sinergia che si è venuta a creare fra comune ed Ecotec, né tanto meno la volontà di porre in essere ogni attività, mirata a combattere l’abusivismo e ogni forma di evasione. La strada intrapresa per il bene di Paola continuerà per assicurare un servizio efficiente e di qualità, ma ogni tentativo sarebbe vano se non fosse supportato dalla consapevolezza di poter contare sulla dedizione e la professionalità dell’unità giudiziaria e delle forze di polizia che, quotidianamente, si prodigano per scongiurare atti delinquenziali e per assicurare i colpevoli alla giustizia. A loro – conclude il comunicato – va il nostro plauso e il nostro ringraziamento».

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.

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