La prostituzione in strada non teme le ordinanze dei sindaci calabresi

VIDEO | Siamo andati a Rosarno e Pizzo e abbiamo trovato lucciole indifferenti al giro di vite dei Comuni che sperano nei controlli delle forze dell'ordine 

di Agostino Pantano
martedì 25 giugno 2019
14:56
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Bastano le ordinanze dei sindaci per evitare su alcune strade calabrese, ampiamente conosciute, il proliferare della prostituzione ? Abbiamo provato a rispondere con la nostra inchiesta, partendo dai casi di Rosarno e Pizzo dove i Comuni hanno deciso l'ennesimo giro di vite senza risultati definitivi: il via vai di lucciole e clienti si sposta dal centro alla periferia, ma nessuno può evitarlo.

 

Abbiamo trascorso una mattinata lungo le strade solitamente conosciute anche come il "market del sesso”, luoghi spesso liberati dalle retate e poi, successivamente, ripopolati dalla stessa umanità dolente. Come quella che abbiamo cercato di intervistare, senza riuscirci, perchè le ragazze alla vista della telecamera – per paura o per vergogna – sono scappate.

Una volta si chiamavano lucciole, perchè sulle strade si vedevano solo di notte, ma a Rosarno abbiamo incontrato una prostituta che per 20 euro a prestazione, nel degrado di uno dei ponti che attraversano la periferia del paese, sta anche in pieno giorno per strada.

Ecco cosa abbiamo documentato:

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
Lacnews24.it
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