«Se sei incinta ti picchio»: l’incubo di una donna costretta a prostituirsi e ad abortire

C’è anche una donna, attualmente irreperibile, tra le quattro persone indagate nell'ambito dell'inchiesta “Stazioni a luci rosse”. La 45enne avrebbe costretto una connazionale ad interrompere la gravidanza

di Manuela Serra
giovedì 15 dicembre 2016
15:22
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«Mi ricordo che quando subii l'aborto, il dottore mi chiese come fossi rimasta incinta e io gli risposi, come mi aveva detto Angela Farcas, che ero rimasta incinta di un ragazzo, senza fare alcun cenno al fatto che mi prostituivo. Il medico mi aveva detto anche di ritornare per controlli dopo l'aborto, ma Angela non mi ha fatto andare. Mi ha fatto stare a casa sua una settimana e poi mi ha mandato di nuovo a lavorare».


C’è anche Angela Carmen Farcas, 45 anni, rumena, che attualmente però è irreperibile, tra le quattro persone raggiunte da un provvedimento di custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta scattata stamani nella Locride denominata “Stazioni a luci rosse”. Proprio lei è indagata anche per aver costretto una giovane connazionale ad interrompere la gravidanza, giunta alla decima settimana, mediante atti di violenza e minaccia consistiti fra l’altro nell’inveire verbalmente contro la donna al fine di recarsi in ospedale per abortire in particolare proferendo «se sei incinta ti picchio», nonché accompagnandola all’Ospedale Civile di Locri per farla abortire.

Sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione: quattro arresti nella Locride


Le dichiarazioni sono state poi successivamente suffragate dalla documentazione clinica dell'Ospedale di Locri da cui risulta l'interruzione di gravidanza in data 1 luglio 2012.


Ad essere attualmente ricercato è anche un altro uomo di origini rumene. I due, in concorso fra loro, con violenze consistite in brutalità, percosse e minacce di morte, nonché trattenendo i documenti di alcune donne, le controllavano a distanza nel luogo dove svolgevano l’attività di meretricio, prendendo contatti diretti con i clienti, dando disposizioni circa la somma da richiedere quale controprestazione per i rapporti sessuali e percependo i proventi; con l’aggravante di aver commesso il fatto con violenza, minaccia, ai danni di più persone e minori degli anni ventuno. In manette anche altre due persone Francesco Oppedisano, 35enne e Giovanni Macrì, 57enne, responsabili a vario titolo di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. (m.s)

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