Giovane accoltellato a Diamante, chiesto l'ergastolo per il presunto assassino

Il 20enne si trova rinchiuso nel carcere di Secondigliano, dove si presentò spontaneamente qualche giorno dopo il delitto avvenuto il 22 agosto di un anno fa, ma continua a professarsi innocente

di Francesca  Lagatta
14 settembre 2019
17:27
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Francesco Schiattaelli, 20 anni, accusato dell’omicidio di Francesco Augieri
Francesco Schiattaelli, 20 anni, accusato dell’omicidio di Francesco Augieri

Il massimo della pena per un omicidio, come ricorderanno le pagine di cronaca, consumato per futili motivi e con l'efferatezza di numerose coltellate, avvenuto nella notte del 22 agosto 2018 in piazza Padre Pio nella città di Diamante. Tanto ha chiesto il Pm della procura di Paola, Maria Francesca Cerchiara, nei confronti del 20enne Francesco Schiattarelli, principale indagato nell'ambito del processo che cerca di fare sulla morte di Francesco Augieri, all'epoca dei fatti 23enne e studente all'università della Calabria. Schiattarelli si trova rinchiuso nel carcere di Secondigliano dall'agosto di un anno fa, dove si consegnò spontaneamente qualche giorno dopo il delitto, dopo un'intensa attività di indagine da parte della procura paolana, guidata dal magistrato Pierpaolo Bruni, e dei carabinieri della Compagnia di Scalea.

«Sono innocente»

Il giovane, pur ammettendo di aver preso parte alla rissa di quella notte, continua però a sostenere di non aver sferrato i fendenti a petto e a gola che hanno provocato l'emorragia al rivale Augieri. D'altronde in quei tragici momenti le persone presenti sulla scena erano numerose. Nonostante ciò, la ricostruzione dell'accaduto continua ad essere un rompicapo per gli inquirenti, che in questi mesi non hanno potuto contare né sulle confessioni né su testimonianze attendibili dei presenti. La posizione di Schiattarelli è stata messa in discussione anche dalla Suprema Corte che, interrogata dagli avvocati del giovane napoletano, nella primavera scorsa rispedì gli atti al Pm chiedendo di indagare a fondo e far emergere le reali responsabilità. Ma in questi mesi, evidentemente, non è emerso alcun elemento capace di far cambiare idea al pubblico ministero paolano, che nell'udienza di ieri ha comunicato la sua decisione al giudice Rosamaria Mesiti. I legali del giovane, che hanno scelto come strategia difensiva il rito abbreviato, avranno ora poco più di un mese per raccogliere le prove a favore del proprio assistito ed evitargli l'ulteriore permanenza in carcere.

Rito ordinario per il secondo indagato

C'è un altro giovane che dovrà rispondere per la morte di Francesco Augieri. Si tratta di Raffaele Criscuolo, giornalista di origini napoletane e amico della vittima, che quella notte lo coinvolse nella rissa sfociata in tragedia. Per questo motivo, risulta indagato per concorso anomalo in omicidio. Per lui gli avvocati hanno scelto il processo con rito ordinario.

La vicenda

Sono le circa le 4 notte del 22 agosto 2018. A Diamante un gruppo di ragazzi è seduto in un bar, beve qualche drink in attesa che spunti l'alba. Uno di loro si alza e va a comprare le sigarette, solo qualche centinaio di metri più in là. E' un giornalista di origini napoletane di 28 anni che ha stretto amicizia con dei giovani di Cosenza. Durante il tragitto viene spintonato da un ragazzino e sbotta: «Tagliati i capelli, ricc*****». Nasce una colluttazione, loro sono in quattro, forse di più, hanno un coltello, il giornalista si ferisce a un gluteo, sanguina, ma non ne accorge. Sembra essere finita lì. Il gruppetto di aggressori se ne va, mentre il cronista napoletano torna al bar. «Mi so fatt vattr ra nu muccus», dice agli amici. Tradotto: mi sono fatto picchiare da un bambino. Un ferita all'orgoglio che fa più male di quella che ha sulla sua pelle. La violenza deve essere punita. Tra coloro che sono attorno al tavolo, si alza Francesco Augeri, 23 anni, figlio di un noto medico di Cosenza e sfegatato tifoso rossublù. I due si incamminano, forse incappucciati diranno le indagini, in cerca degli aggressori. Percorrono 300, 400 metri, non di più, e li trovano, all'altezza della piazzetta intitolata a Padre Pio. E' un attimo, gli sguardi si incrociano, volano parole grosse e spintoni. E di nuovo spunta fuori il coltello. Francesco Augieri viene colpito da numerose coltellate e cade a terra in una pozza di sangue. I protagonisti della vicenda si dileguano, l'amico chiama i soccorsi. Il sangue fuoriesce copioso. I sanitari a bordo dell'ambulanza fanno un primo tentativo di salvarlo trasportandolo all'ospedale di Cetraro. Non è chiaro cosa accade il quei minuti, ma il ferito non può rimanere nel nosocomio cetrarese e viene rimesso in ambulanza, direzione ospedale Annunziata di Cosenza. Intanto è passata più di un'ora e il 23enne si spegne prima di varcare la soglia. L'autopsia dirà che ad uccidere Francesco sono state due coltellate al torace e una alla gola.

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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