La Calabria ferita piange ancora: non chiudete gli occhi

VIDEO | Gli occhi grandi di Stefania e il sorriso dei suoi bambini. Una famiglia distrutta e un papà che vaga smarrito, distrutto dal dolore 

di Cristina Iannuzzi
sabato 6 ottobre 2018
15:08
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Come si possono chiudere gli occhi mentre il corpicino di un bimbo giace nascosto tra il fango e le foglie morte? Come chiudere gli occhi se in Calabria una giovane madre e i suoi due bambini vengono travolti dalla straripante piena di un torrente assassino? Davanti ad un giovane padre che vaga smarrito, distrutto dal dolore. Davanti ad una regione ferita, in ginocchio, dopo una nuova ondata di maltempo. Una regione che non ha imparato nulla dopo le tragedie di Crotone, di Soverato, di Vibo Valentia.


Gli occhi grandi e profondi di Stefania Signore, i sorrisi innocenti dei suoi due cuccioli, Cristian e Nicolò, sono l’espressione della struggente bellezza di una terra spazzata via dai suoi mali atavici, dallo «sfasciume pendulo sul mare» di cui parlava Giustino Fortunato, dal dissesto idrogeologico, da una classe dirigente indolente ed incapace di superare la retorica delle promesse ed evitare che simili drammi, drammi immani, ciclicamente si ripetano.


Il pm di Lamezia Terme Giulia Scavello indaga per accertare eventuali responsabilità in ordine alla tragedia consumatasi in località Bellecanne, a San Pietro Lametino, giovedì sera. Responsabilità politiche chiare, da sempre, però esistono. E nessuno gridi più alla tragica fatalità. Attende una risposta questo giovane marito e padre, Angelo Frija, che sotto una pioggia torrenziale, in un inferno di acqua e fango, ha visto distrutta la sua meravigliosa famiglia. Ha provato a cercarla per metterla in salvo, ha provato a soccorrerla, a chiamare aiuto. Ma tutto è stato inutile.


La Calabria così, piange ancora. L’Italia piange ancora. Domani, asciugatesi le lacrime, quasi tutti, però, dimenticheranno. Di nuovo.

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Cristina Iannuzzi
Giornalista
Cristina Iannuzzi è nata a Castrovillari (Cs) il 05/10/1977.Vive a Vibo Valentia dal 1992. E' cresciuta  a pane e televisione. La sua attività inizia sin dagli anni giovanili a Rete Kalabria, prima come speaker, poi come conduttrice e successivamente come giornalista di cronaca e d'inchiesta.  Tra le sue trasmissioni di maggior successo figurano i reportage dalle zone alluvionate delle Marinate di Vibo Marina, dove è stata tra le prime ad arrivare e a lanciare le prime immagini e i  servizi sulla rivolta  degli extra comunitari di Rosarno. Negli anni he anche collaborato alla "Gazzetta del Sud" e ad alcuni  periodici locali. Le principali regole del suo lavoro quotidiano sul fronte dell'informazione sono  la ricerca delle verità e della notizia.

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