San Ferdinando, sgomberata stamattina la nuova bidonville dei migranti

VIDEO | I 180 stagionali africani sono stati trasferiti nella nuova tendopoli. Il campo era sorto a seguito degli incendi negli scorsi mesi alla baraccopoli. Le condizioni igienico-sanitarie erano già oltre il livello di guardia

di Redazione
venerdì 12 aprile 2019
11:43
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Pulizia dell’area, smantellamento delle tende e trasferimento nella nuova tendopoli. È stato sgomberato stamattina l’attendamento nato al di fuori del nuovo campo migranti, nell’area industriale di San Ferdinando, un’operazione compiuta in stretta sinergia tra la polizia, i vigili del fuoco e la protezione civile. Lo sgombero è iniziato di buon mattino, con gli stagionali già censiti in fila per entrare nella nuova tendopoli.

«Stamattina attendiamo circa 180 ragazzi – ha spiegato Cecè Alampi, responsabile della Caritas della diocesi di Oppido-Palmi che gestisce la nuova tendopoli – che saranno accolti nella nostra famiglia. C’è posto per tutti, abbiamo calcolato tutto nei minimi particolari».

 

Lo sgombero si è reso necessario per evitare, tra qualche mese, di ritrovarsi con una nuova baraccopoli. L’attendamento era nato per dare ricovero a quei migranti che non avevano più un posto per dormire a seguito degli ultimi incendi che erano divampati nell’ex ghetto. Il prossimo passo dovrebbe essere la redistribuzione degli africani nei vari centri della piana e il definitivo superamento del modello di accoglienza basato sui campi.

 

«I ragazzi sono consapevoli che questo posto non è sicuro – ha dichiarato Jacob Atta, sindacalista della Flai-Cgil – gli stiamo dando una mano per portare via le loro cose e sistemarsi nel nuovo campo dove c’è il sistema di videosorveglianza e i servizi necessari».

 

Le condizioni igienico-sanitarie erano già oltre il livello di guardia per la mancanza di acqua e i cumuli di spazzatura che circondavano l’area, mentre l’interno delle tende erano al limite della vivibilità. La maggior parte dei migranti sono stati ben contenti di abbandonare questa nuova bidonville, ma non manca chi si lamenta per le condizioni in cui è costretto a vivere.

 

«Oggi con l’ulteriore sgombero dell’attendamento fuori dalla nuova tendopoli, 36 tende che ospitavano circa 200 persone - ha detto il segretario generale della Flai-Cgil di Gioia Tauro Rocco Borgese - Si sta portando a compimento quel grande progetto sostenuto da anni dalla Flai-Cgil nel dare aiuto alla popolazione di migranti presenti nell’area della piana di Gioia Tauro. Siamo sulla strada giusta, quella strada che deve portare a quell’integrazione vera che va oltre l’attendamento. C’è la volontà da parte delle istituzioni a far cambiare le cose e di questo siamo orgogliosi e felici. Si spera che entro un anno si possa parlare delle nostre cittadine abitate da comunità  africane che con contratti regolari danno un apporto ancora più importante alla nostra economia».

 

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