Bruciata dall'ex marito: «Il mio era un amore malato, chi vi ama non alza le mani»

VIDEO | Maria Antonietta Rositani dal letto dell'ospedale dove è ricoverata manda un messaggio alle donne e a chi da oltre cinque mesi le sta vicino: «Se sono viva è grazie a Dio e alle vostre preghiere»

di Angela  Panzera
23 agosto 2019
18:31
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«Se sono viva è grazie a Dio e alle vostre preghiere». Maria Antonietta Rositani in un video su Facebook ritorna a parlare pubblicamente dopo le terribili complicazioni che l’hanno portata il mese scorso ad essere trasferita nel reparto di rianimazione del policlinico di Bari. La donna, a cui l’ex marito Ciro Russo ha tentato di togliere la vita dandole fuoco con della benzina, è dal marzo scorso che si trova ricoverata nel capoluogo pugliese e lotta tra atroci sofferenze per via delle ustioni riportate. Adesso che è stata trasferita nuovamente al reparto di terapia intensiva ha deciso, insieme al padre Carlo, che è sempre con lei ai piedi del sul letto, di parlare con i tanti utenti che in questi cinque mesi seguono la sua delicata vicenda tramite i social.

 

«Chiedo scusa a tutti se non rispondo sempre ai vostri messaggi, ma siete così tanti e io ancora non sto bene. Vi prometto - ha detto la donna - che non appena starò meglio vi risponderò uno per uno perché è grazie a voi, e al vostro sostegno che io sono qua oggi. Oggi per me è una giornata speciale perché finalmente vedrò mio figlio William».  William è il suo secondogenito di soli otto anni; l’altra sua figlia Annie, di 19 anni, è andata più spesso a trovarla e Maria Antonietta le dedica un pensiero d’amore molto profondo. «Io e Annie siamo state un unico corpo - ha detto - un’unica anima. Abbiamo lottato insieme io e lei da sole. Sole contro tutto e ce l’abbiamo fatta per fortuna. Io la devo ringraziare tanto perché grazie a lei ho sconfitto qualcosa di grande. Ho sconfitto quell’amore, quell’amore che mi teneva legata e che oggi posso dire finalmente di non avere più. È vero ( questo amore ndr) mi ha portato ad essere in un letto, ma mi ha portato anche alla lucidità mentale e a capire che quello non era amore, ma era semplicemente un qualcosa di malato». La Rositani non nomina mai il suo ex marito. Non pronuncia mai il nome dell’uomo che l’ha ridotta una torcia umana e che per anni l’aveva maltrattata, umiliata e vessata sia psicologicamente che fisicamente. La vendetta, neanche quella verbale, in tutti questi mesi non l’hai mai interessata e da mamma ha troppo rispetto per il ruolo di padre che comunque Russo riveste ancora per i suoi due figli. Ed ecco che rivolge a tutti il suo messaggio contro la violenza di genere: «Chi ama e vuole bene, afferma la 42enne, piange per amore; chi ama fa quello che voi volete sempre se è nel giusto. Si litiga, ma non si alzano le mani nè ad una donna, né ad un uomo né ad un bambino. Si parla con la bocca. E quello è amore, ricordatevelo sempre. Vi voglio bene».

In chiusura di video messaggio, però la Rositani dichiara che presto tornerà a parlare. Ha tante cose da dire infatti. Il suo urlo di giustizia e la richiesta di spiegazioni per quell’ex marito che è riuscito a evadere, indisturbato, i domiciliari e a percorrere quasi 500 chilometri giungendo da Ercolano a Reggio Calabria, sono ancora forti e meritano al più resto risposte da parte della magistratura e delle forze dell’ordine.

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