Mattarella a San Demetrio Corone, la lezione della Calabria sull'integrazione

L'incontro tra il presidente della Repubblica Italiana e dello stato di Albania Ilir Meta occasione per rinsaldare i rapporti tra i due paesi nel segno dell'accoglienza e del reciproco rispetto

di Salvatore Bruno
mercoledì 7 novembre 2018
14:11
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Le celebrazioni per il 550mo anniversario della morte di Giorgio Castriota Skanderbeg hanno acceso i riflettori sulla lezione storica impartita dalla Calabria in tema di accoglienza ed integrazione: seicento anni fa le comunità arbereshe, costituite un tempo da profughi disarmati e terrorizzati dalla violenza delle guerre, sono giunte a ripopolare il Sud del nostro Paese in un periodo nel quale i territori del meridione rischiavano la desertificazione. La generosità dei calabresi è stata ripagata dal lavoro delle braccia e dall’impegno civile e intellettuale con cui gli albanesi d’Italia hanno poi partecipato al Risorgimento, con figure di rilievo del calibro di Girolamo De Rada o di Pasquale Scura, ma anche alla vita politica e istituzionale, ricordando le radici arbereshe di Francesco Crispi o, da ultimo di Stefano Rodotà. Oggi come seicento anni fa la Calabria continua a rappresentare la terra di approdo e di speranza per migliaia di migranti in fuga. Per questo molti osservatori hanno letto in questo incontro tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente dell’Albania Ilir Meta, il desiderio di lanciare un segnale di rottura rispetto ai venti nazionalisti e di intolleranza etnica tornati a spirare sull’Europa. E le complesse vicende che hanno scandito nei secoli la storia del Mediterraneo insegnano che la terra è patria dell’umanità e nessuno deve sentirsi clandestino o straniero. Densa di significati dunque la manifestazione ospitata nel collegio di Sant’Adriano a San Demetrio Corone, dove i due presidenti, suggellando la reciproca amicizia ed alleanza, hanno insieme scoperto una targa celebrativa delle imprese compiute da Skanderbeg.

Ecco uno dei passaggi più significativi dell’intervento del presidente Mattarella:

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Salvatore Bruno
Giornalista
Giornalista e reporter televisivo da oltre vent'anni, ha maturato una lunga esperienza nella comunicazione istituzionale occupandosi dei rapporti con la stampa di diverse figure politiche. Inviato al seguito della delegazione della Regione Calabria al festival di Sanremo del 1997, ha lavorato per un biennio nell'ufficio stampa del Comune di Cosenza e curato la comunicazione della Commissione Riforme e decentramento e della Commissione contro la 'ndrangheta del Consiglio Regionale della Calabria. Curatore del progetto culturale "Sulle orme di Ulisse", realizzato in Sicilia, è stato inoltre radiocronista delle gare di serie B del Cosenza Calcio. Ha scritto sulle pagine di diversi quotidiani locali e nazionali, tra i quali Il Mattino, Leggo e il Corriere dello Sport. Come autore musicale ha vinto il Festival del Mare di Ancona nel 1993.

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