La Cassazione accoglie l'istanza del boss Graviano: «Mancano gravi indizi di colpevolezza»

La Corte Suprema si è espressa a favore del boss di Brancaccio, già detenuto al 41 bis, che ha presentato ricorso contro le misure cautelari emesse un anno fa nei suoi confronti nell'ambito dell'inchiesta a Reggio Calabria

13 luglio 2018
18:55
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La Corte di Cassazione rimette in discussione alcune delle dichiarazioni dei pentiti Gaspare Spatuzza e Consolato Villani. Occorre rintracciare "dirette indicazioni", sui "contatti tra Giuseppe Graviano e gli esponenti della 'ndrangheta" rispetto "alla consumazione degli attentati contro appartenenti alle istituzioni", scrive la suprema Corte.

Invece, "gli unici passaggi motivazionali" sui "rapporti tra il boss di Cosa Nostra Graviano e i calabresi ai fini della consumazione dei delitti riguardano le dichiarazioni di Gaspare Spatuzza e poi quelle rese da Antonino Lo Giudice e Consolato Villani".

Lo scrive la Cassazione nelle motivazioni della sentenza con la quale ha accolto il ricorso di Giuseppe Graviano, boss di Brancaccio, già detenuto al 41 bis, contro le misure cautelari emesse un anno fa nei suoi confronti nell'ambito dell'inchiesta a Reggio Calabria sugli attentanti del '93 e del '94 contro i Carabinieri in Calabria. Secondo la difesa di Graviano, l'ordinanza manca di gravi indizi di colpevolezza.

 

Il pentito Gaspare Spatuzza, rendendo dichiarazioni sulla strategia stragista di Cosa nostra aveva parlato di solidi rapporti dei Graviano con le cosche calabresi, e in particolare dell'intervento della 'ndrangheta negli attentanti contro i carabinieri a dicembre '93 e a inizio '94, dei quali gli avrebbe riferito lo stesso Graviano.

 

Erano poi state valutate le dichiarazioni di altri due collaboratori di giustizia, Antonino Lo Giudice e Consolato Villani su incontri tra esponenti della 'ndrangheta e i fratelli Graviano in rappresentanza di Cosa Nostra sulla partecipazione dei calabresi alla strategia terroristica. L'ordinanza individuava quindi Graviano come uno dei mandanti delle stragi in Calabria, assieme ai boss della famiglia Piromalli.

 

La prima sezione penale della Cassazione, sottolinea, che se sulle dichiarazioni di Spatuzza vi è un stata "una verifica intrinseca" che ha posto in evidenza che la fonte del pentito ero lo stesso Graviano, "evidenti criticità presenta invece la motivazione" sulle dichiarazioni di Lo Giudice e Villani, che sono gli unici ulteriori elementi a suffragio delle accuse di Spatuzza. Sulla base di questi rilievi, la Cassazione ha quindi annullato l'ordinanza cautelare, prescrivendo una nuova valutazione del tribunale del riesame.

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